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Oltrepiave cadorino da lunedì senza corse TPL nel pomeriggio. D’Ambros e Calligaro: “Scelta poco lungimirante che penalizza turisti e residenti”

Silvia Calligaro, sindaco di Vigo di Cadore

“I nuovi orari di Dolomitibus che entreranno in vigore lunedì penalizzano in maniera inaccettabile l’Oltrepiave cadorino. Che senso ha parlare di turismo tra le Dolomiti se dopo pranzo residenti e turisti non possono più fare ritorno a Vigo o Lorenzago?”

I sindaci di Vigo di Cadore, Silvia Calligaro, e di Lorenzago di Cadore, Marco D’Ambros attaccano senza mezzi termini il programma orario estivo del trasporto pubblico locale, in vigore dal 5 al 25 agosto.

Da lunedì, infatti, la linea Ponte Nuovo-Vigo-Lorenzago terminerà le sue corse poco dopo le 13.30, lasciando sguarniti i due comuni: “Qui non parliamo di una semplice riduzione di corse, come abbiamo visto negli scorsi anni nei periodi di vacanza: è la cancellazione della mobilità sostenibile nei nostri territori nel periodo di più alta affluenza dell’anno. A cosa servono servizi turistici come ad esempio la corsa per le Tre Cime quando un visitatore deve assolutamente fare ritorno nei nostri comuni prima di pranzo, se non vuole restare appiedato?”

Il problema non tocca però solo il settore turistico: “In questo modo si bloccano anche i collegamenti tra Vigo e Lorenzago, comuni che hanno molti servizi in comune, penso ad esempio ai centri estivi frequentati da bambini e ragazzi. Chi ha fatto questi orari non conosce la realtà delle terre alte e non ha alcun interesse nel promuoverne lo sviluppo”.

Nel pomeriggio di venerdì, il sindaco Calligaro e il collega di Lorenzago Marco D’Ambros hanno scritto una lettera ai vertici di DolomitiBus e, per conoscenza, ai consiglieri provinciali delegati alla mobilità e al turismo, denunciando la situazione dei nuovi orari “totalmente in spregio dei proclami di mobilità sostenibile e sviluppo del comparto turistico”.

“Ritengo che una o due corse potessero e dovessero essere mantenute”, conclude Calligaro. “Se questa scelta verrà confermata, ci troveremo di fronte ad un’iniziativa scandalosa e poco lungimirante per una provincia che si definisce turistica. Ridurre o annientare un servizio vuol dire perdere tutte l’utenza, anche rispetto ad altri periodi. I fatti ci hanno fatto capire che se un servizio funziona la gente lo utilizza, perché non sperimentare Trillo anche da noi dove il collegamento tra i paesi è fondamentale e vitale? Chiediamo questo a dimostrazione che la nostra non è una sterile polemica o un capriccio ma la necessità di dare risposte ai cittadini e turisti”.

 

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