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San Vito di Cadore. Valmo, l’omo de Mondeval realizzato dalla realtà virtuale

La Regola Generale o Granda di San Vito di Cadore lancia l’esperienza culturale digitale di realtà virtuale interattiva “Valmo, l’ultimo cacciatore preistorico delle dolomiti bellunesi”, ambientata nel territorio regoliero ricompreso tra le montagne di Giau e la conca di Mondeval de Sora.
“Valmo, l’ultimo cacciatore preistorico delle dolomiti bellunesi” è una realtà virtuale immersiva che ricrea la giornata-tipo di un gruppo di uomini che vivevano nella montagna del Cadore nel periodo Mesolitico.

Questo prodotto digitale è il risultato di un progetto proposto dalla Regola Generale o Granda di San Vito di Cadore nell’ambito del PNRR –Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Investimento 3.3, Sub-Investimento 3.3.2. con il fine di valorizzare il patrimonio naturalistico e storico-archeologico dell’area di Giau-Mondeval.
Il concept e la consulenza scientifica del progetto sono stati a cura del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara, il cui team di ricerca, coordinato dalla Prof.ssa Federica Fontana, conduce attualmente la campagna di scavi nella zona regoliera di Prà Comun a Passo Giau, nel territorio di San Vito di Cadore.

“L’esperienza di realtà virtuale “Valmo” è stata realizzata sulla base delle informazioni ricavate dalle indagini archeologiche nel sito di alta quota di Mondeval de Sora. La ricostruzione illustra le attività di un gruppo umano vissuto in epoca mesolitica (11.500-7.500 anni fa) che, durante la stagione tardo primaverile-estiva, partendo dalla valle de Piave si trasferisce a Mondeval de Sora, a oltre 2000 m di altitudine” – spiega la prof.ssa Fontana – “Il Mesolitico è un’epoca caratterizzata da un clima temperato, simile a quello attuale: gli uomini di questo periodo si adattarono presto a questi cambiamenti; caccia, pesca e raccolta di vegetali e molluschi erano alla base della loro economia, che li obbligava al nomadismo. Questi gruppi di cacciatori-raccoglitori resisteranno fino all’arrivo delle popolazioni neolitiche, che dal Vicino Oriente porteranno un nuovo tipo di economia, basata sull’agricoltura e l’allevamento”.

Nelle scene della realtà virtuale l’utente si troverà quindi calato in un’ambiente d’alta quota non solo per assistere alle attività quotidiane di un gruppo di uomini preistorici, ma anche con la possibilità di esser coinvolto attivamente in alcuni compiti e rituali, come l’accensione del fuoco e la caccia.
“Valmo, l’ultimo cacciatore preistorico delle Dolomiti bellunesi” è di fatto il primo prodotto di
realtà virtuale interattivo di carattere culturale che interessa la zona alpina del Cadore, pensato per comunicare con un linguaggio più diretto ed attuale il valore storico-ambientale della montagna veneta, così come ribadisce la prof.ssa Fontana: “Mondeval de Sora è il sito mesolitico di alta quota più importante dell’arco alpino, per la ricchezza delle testimonianze e l’ottimo stato di conservazione. Di più, la sepoltura di Valmo, l’inumato qui scoperto nel 1985 con il suo ricco corredo funerario, è la più ricca e la più alta tra quelle mesolitiche rinvenute in Europa meridionale”.

La Regola di San Vito ha promosso, co-finanziato e realizzato nei tempi prestabiliti dal PNRR quest’iniziativa, come, del resto, ha fatto lo scorso 2023 con l’azione di recupero dell’architettura rurale dello stallone del complesso di Malga Fiorentina.
La realtà virtuale “Valmo” è un momento che s’integra nell’esperienza di visita della zona di
Giau-Mondeval. Essa va a completare una narrazione del territorio che il visitatore e il turista potranno approcciare con prospettive diverse e con un rinnovato apprezzamento per il paesaggio alpino e il suo patrimonio: gamification, esplorazione degli scavi, conoscenza dinamica della storia attraverso i risultati delle ricerche archeologiche di Prà Comun in Giau, visita al vicino Museo Cazzetta di Selva di Cadore – dove è conservata la salma di Valmo, l’omo di Mondeval -, le escursioni tra Giau e Mondeval de Sora, per riscoprire infine gli ambienti montani attraverso i segni dell’antropizzazione.

“Con questo progetto la Regola Generale o Granda di San Vito ritiene di aver fatto un passo in avanti: attenendosi alla sua mission di conservazione e di valorizzazione del territorio sanvitese, oggi aggiunge un tassello per potenziare l’offerta culturale archeologica d’alta quota e per diversificare le opportunità di fruizione della montagna, facendosi anche promotrice di forme di turismo alternative, più responsabili e più sostenibili” – afferma con soddisfazione Massimiliano Menegus Paulin, presidente uscente della Regola Generale di San Vito e coordinatore generale del progetto “Valmo”.
La visione in anteprima per gli addetti ai lavori è programmata venerdì 7 giugno 2024 a San Vito di Cadore e sarà introdotta dalla Prof.ssa Federica Fontana e del Dott. Davide Visentin.
Le visioni aperte al pubblico saranno invece dislocate in più sedi nel Cadore e prenderanno avvio con la stagione estiva.

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