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martedì, Maggio 21, 2024
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Detenuto straniero aggredisce agente, quarto episodio in un mese al carcere di Baldenich

Casa circondariale di Belluno

Il SAPPE chiede un tavolo di confronto con il prefetto Mario Savastano

Pretendeva di andare all’ora d’aria fuori dagli orari consentiti: una volta uscito dalla cella, ha poi aggredito l’Agente che correttamente glielo aveva impedito. E’ accaduto questa mattina nel carcere di Belluno ed il grave fatto è stato un detenuto italiano. “Un detenuto nato in Italia, ma di origine magrebine, ristretto a regime ordinario, ha chiesto all’agente di sezione di potersi recare ai passeggi fuori orario. Ovviamente, l’agente non ha aperto la porta della cella ma, quando è poi scattata l’ora dei passeggi, il detenuto è uscito e ha tirato un succo di frutta in faccia all’agente per poi colpirlo con un calcio sul fianco, ha provato a tirare altri calci contro l’agente, non riuscendo a colpirlo solo perché è stato trattenuto da altro personale e da altri due detenuti, spiega Giovanni Vona, segretario per il Triveneto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“Il nostro plauso va alla prontezza di riflessi del poliziotto, poi condotto in ospedale per accertamenti, e dei colleghi intervenuti in suo soccorso che hanno evitato un epilogo ben più grave; tuttavia, non possiamo non dirci profondamente preoccupati per le condizioni di lavoro all’interno delle carceri, nonché il dilagare di violenza che sta travolgendo la società e che, inevitabilmente, ha la sua importante ricaduta nel mondo penitenziario”, prosegue. Il sindacalista ricorda che, “in un mese, è questa la quarta aggressione che si conta a Belluno” e per questo si appella al prefetto di Belluno Mario Savastano: “Confidiamo poter incontrare il prefetto per stimolare un confronto più ampio sul tema, poiché l’aumento di episodi di violenza e di disagio che ogni giorno registriamo nelle carceri, a nostro avviso, è lo specchio di un problema di sicurezza pubblica che riguarda tutta la popolazione. Nelle carceri stiamo assistendo a una preoccupante escalation di violenza, a fronte della quale servono, da una parte, interventi di integrazione sociale, di stimolazione di un senso civico ormai perduto e di opportunità nel mondo libero: dall’altra è necessario intervenire nel “mondo carcere” che merita un profondo rinnovamento di tecniche e formazione del personale, ma anche l’ausilio di strumenti moderni, di regole precise e rigorose, di strutture adeguate che sappiano essere al passo con l’evoluzione”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, auspica che “anche l’Amministrazione Penitenziaria adotti con urgenza gli opportuni provvedimenti per restituire sicurezza e serenità lavorativa al personale di Polizia Penitenziaria che fa servizio a Belluno”, senza trascurare quella che è una richiesta storica del SAPPE: “dotare il personale del Corpo del taser e di ogni altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”.

 

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