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500 anni dalla morte di Urbano Bolzanio, un’occasione persa. Interrogazione del consigliere Perale

Marco Perale

Belluno, 30 aprile 2024 – Con oggi si chiude il mese di aprile e in questi primi 4 mesi del 2024 abbiamo atteso invano una convocazione della Commissione Terza per conoscere i progetti dell’Amministrazione in campo culturale. E così il 500° anniversario dalla morte di Urbano è passato senza che la città di Belluno abbia ricordato in alcun modo un personaggio di rilievo europeo.

Lo scrive il consigliere comunale Marco Perale in una interrogazione al sindaco di Belluno in merito ad un mancato anniversario, di particolare rilievo per la storia di Belluno.

Si poteva pensare ad un convegno scientifico, che riprendesse il filo degli appuntamenti annuali avviati dal Comune all’inizio di questo nuovo millennio con le Università di Padova, Venezia, Verona, Milano e Roma. Costo? Qualche migliaio di euro. Il Ministero della Cultura ha da anni una linea di finanziamento (delibera CIPE 10/2018) con una dotazione annua di 15 milioni per sostenere le iniziative relative ai centenari di personalità rilevanti per la storia e la cultura nazionali, ma la procedura richiede due anni di pratiche.
Si poteva pensare ad un francobollo commemorativo, ma anche in questo caso – come l’Amministrazione comunale di Belluno ha già sperimentato in occasione del centenario di Buzzati del 2006 – l’istanza richiede programmazione e andava avviata entro la fine del 2022.
Tutte iniziative che si sarebbero potute organizzare a costo quasi zero. E invece, con oggi, l’anniversario è passato. Un altro successo di questa Amministrazione.

Urbano Bolzanio

Urbano Bolzanio

Nel mese di aprile del 1524, cioè esattamente 500 anni fa, moriva a Venezia all’età di 81 anni il frate francescano Urbano Bolzanio, uno dei maggiori umanisti non solo di questa provincia – assieme al feltrino Vittorino Rambaldoni o al nipote Pierio Valeriano – ma italiani ed europei, cioè mondiali.
Fu Urbano, infatti, a scrivere e a pubblicare a Venezia con Aldo Manuzio nel 1497 le “Institutiones” cioè la prima grammatica di greco uscita in occidente, uno strumento che a differenza dei precedenti manuali bizantini era per la prima volta pensata da un non parlante greco e destinata a quanti non erano di madrelingua greca.
Un testo che fu una pietra miliare degli studi umanistici in tutta l’Europa, venendo continuamente ristampata anche in Francia e in Germania per oltre 50 anni, e che ebbe tra i suoi entusiastici fruitori personaggi del calibro di Erasmo da Rotterdam.
Per la storia locale, Urbano apparteneva al casato degli ultimi signori feudali di Bolzano, anche se come tutti i nobili era nato entro le mura cittadine, al fondo di via Mezzaterra, ed aveva iniziato la sua formazione nel convento francescano di San Pietro prima di passare a Treviso e Venezia, per una carriera che lo avrebbe portato a Costantinopoli e a Messina, a Roma e a Firenze, dove insegnò il greco ai figli di Lorenzo il Magnifico, avendo tra i suoi allievi Giovanni de’ Medici, il futuro papa Leone X.

 

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