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lunedì, Febbraio 26, 2024
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La sanità regionale sta scivolando lentamente verso il privato?

I campanelli d’allarme suonano anche quassù nelle terre alte venete, dove, nonostante le rassicurazioni, viviamo sulla nostra pelle i tanti disservizi tra i quali quelli legati alla sanità.
Vediamo quanto la carenza dei medici di medicina di base e di strutture sanitarie sul territorio comporta la mancanza di filtri verso il pronto soccorso degli ospedali. Quelli che rimangono, poi, oltre ad essere pochi, oberati da impegni sempre più crescenti e con tanti assistiti, trascorrono ore in macchina per percorrere km su km e colmare le distanze fra i tanti bellunesi che abitano le nostre vallate.

In provincia mancano più di 100 medici di medicina di base sul territorio. Nei comuni sale la difficoltà a dare ai propri cittadini un servizio sanitario di base adeguato, nonostante a volte vengano date case e uffici gratuiti o i bonus in montagna, o si supporti la nascita dei centri operativi di medicina di gruppo integrata o creando (a proprie spese, togliendo dal sociale) la figura di infermiera domiciliare che tanto può ma che non si può sostituire in toto al medico.

Così dopo aver letto degli incentivi ai medici di base se prescrivono meno visite urgenti (facendo venir meno il rapporto di fiducia che lega proprio il medico e il proprio assistito) ora apprendiamo del medico di medicina di base a pagamento.

L’insolita figura del FAMILY DOC è sorta a Mestrino in provincia di Padova e la pubblicità ingannevole che parla del servizio erogato a 50 euro, ha fatto rizzare i capelli a tutti noi che seguiamo queste notizie.
La notizia non è certo sfuggita ai Comitati padovani e a CoVeSap (Coordinamento veneto comitati di difesa sanità pubblica), che hanno risposto con un presidio/ conferenza stampa a cui anche una delegazione bellunese ha partecipato oggi, sabato 27 gennaio.

“Dopo aver abbattuto il tabù dei professionisti privati nei Pronto Soccorso e nei reparti
ospedalieri, il settore si apre a una nuova figura: il medico di base privato.”
Questo il titolo di un giornale locale che parla dell’iniziativa della BMed Me.di.ca. Group,
impresa privata che a Mestrino ha aperto un ambulatorio chiamato “family doc” con una
chiara allusione al medico di famiglia.
Teoricamente il servizio è rivolto a chi è senza medico, in realtà è evidente l’intenzione di
fare entrare i centri privati anche il campo dell’assistenza sanitaria di base, rimasto finora
l’unico ambito interamente gratuito e direttamente accessibile a tutti i cittadini.
Ancora una volta la sanità privata, che ricordiamo è sempre più in mano a poche grandi
multinazionali il cui unico scopo è guadagnare e fare profitti non curare le persone,
approfitta dei problemi del Servizio Sanitario Pubblico per insinuarsi e sostituirsi a questo,
costringendo poi di fatto i cittadini, come accade ormai molto spesso per le visite
specialistiche, o a pagare per una prestazione a cui avrebbero diritto o a rinunciare a curarsi.
Il Coordinamento Veneto Sanità Pubblica che comprende i Comitati di cittadini di tutto il
Veneto che si battono per difendere una Sanità pubblica di qualità, ricorda che:
1) I cittadini e le cittadine pagano già ampiamente attraverso le imposte le cure
mediche e i trattamenti sanitari di cui hanno necessità e di cui non sempre riescono
ad usufruire
2) Le famiglie per curarsi sono state costrette, negli ultimi anni, a pagare di tasca
propria oltre 30 miliardi di euro per visite ed esami, cioè un terzo di tutta la spesa
sanitaria
3) Il “medico di base privato” non può sostituire in alcun modo il Medico di Medicina
Generale perché non può prescrivere farmaci e prestazioni specialistiche negli
ospedali e ambulatori pubblici. Pertanto chi si rivolge ad un medico di base privato,
dopo deve continuare ad effettuare tutte le prestazioni e procurarsi i farmaci
necessari a pagamento.

 

 

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