Ci sarebbero davvero tante cose da dire su quello che è successo in 12 ore di Consiglio Comunale, ma ci limitiamo a evidenziare tre episodi.
Lo evidenziano Claudia Bettiol – Capogrupppo Pd in Consiglio Comunale, Maria Teresa Cassol – Consigliere Comunale Pd, Davide Noro – Segretario PD Città di Belluno.
Il PD Città di Belluno ha presentato un ordine del giorno per esprimere la massima contrarietà ai tagli lineari che il Governo Meloni intende imporre agli Enti Locali (contrarietà espressa anche dallo stesso Sindaco per mezzo stampa). Nell’odg, abbiamo chiesto l’intervento del Senatore De Carlo – Sindaco di Calalzo di Cadore e unico parlamentare bellunese eletto tra le forze di maggioranza – affinché si faccia carico di intraprendere un’azione parlamentare volta a tutelare gli Enti Locali dai tagli proposti dal Governo,
con particolare riferimento ai territori montani.
La maggioranza ha deciso di non discutere nemmeno questo odg, bocciandone l’ammissibilità.
C’è davvero questa paura di andare contro al Governo nazionale, solo perché dello stesso colore politico? Alla faccia del civismo.
Destino simile è toccato all’ordine del giorno promosso dal PD Città di Belluno per sostenere il Centro Antiviolenza gestito dall’Associazione Belluno Donna. In un momento come questo, a soli pochi giorni dall’omicidio di Giulia Cecchettin, sentir dire da alcuni consiglieri della maggioranza che “questa non è una priorità” oppure “ci sono anche gli infanticidi” ci lascia increduli. Seppur ci siano stati voti favorevoli all’odg anche da qualche membro della maggioranza, i troppi distinguo che abbiamo sentito ieri sera ci fanno pensare che la strada per contrastare il fenomeno della violenza maschile contro le donne sia ancora molto, molto lunga.
Il PD Città di Belluno rivendica inoltre il voto contrario al nuovo regolamento della Polizia Locale che introduce la sperimentazione del taser. Al di là delle questioni di merito sulla pericolosità dello strumento stesso, ci spaventano particolarmente le parole dell’Assessore Addamiano che, con evidente fastidio, ha bollato i consiglieri contrari a questo emendamento come “pacifisti”, come fosse un insulto. Nella speranza che chi ci governa non sia guerrafondaio, ricordiamo all’Assessore che il concetto di sicurezza non si fa
con le armi o con la repressione, ma con politiche educative e di prevenzione di cui purtroppo, nel bilancio previsionale, non vediamo traccia. Un’altra dimostrazione della sostanziale inutilità del suo operato, sia alla cultura, sia alla sicurezza.
