
Le entusiastiche uscite sugli organi di stampa rispetto all’aumento dello stipendio per i dipendenti di Dolomiti Bus ci lasciano quanto mai allibiti e ci costringono a puntualizzazioni, di merito e di metodo. Lo dobbiamo ai cittadini e studenti che anche oggi subiscono il taglio delle corse e delle linee, ai lavoratori che non hanno risposta
alcuna sulla sorte del loro abbonamento, agli anziani considerati “non remunerativi” per il trasporto. Lo dobbiamo ai lavoratori di dolomiti bus a cui spiegheremo, in assemblea, la proposta aziendale, con cui ci confronteremo e faremo le valutazioni necessarie;
fiduciosi che, una riapertura della trattativa, possa quantomeno rendere più strutturale la
proposta economica presentata dall’azienda.
Nel metodo. Da anni chiediamo di rivedere i turni e di alzare in maniera stabile gli stipendi, senza alcuna risposta. Qualcosa si è mosso, in grande urgenza (la convocazione aziendale ci è arrivata sabato mattina) ma solo perché era già stata proclamata un’azione di sciopero unitariamente e perchè tutta la cittadinanza bellunese si è schierata dalla parte degli autisti e del servizio, decidendo di scendere in piazza sabato 21. La differenza l’ha fatta il coro di protesta che si è alzato arrivando fino alla Regione Veneto. Ci spiace che non tutte le organizzazioni sindacali abbiano colto il valore e l’importanza della protesta trasversale e realmente rappresentativa della Provincia di Belluno.
Nel merito. Si tratta di una proposta aziendale che certo, rappresenta un passo avanti nella
discussione ma che da sola è assolutamente insufficiente. Voi curereste un malato grave
con un’aspirina? Noi no. E allora costruire un incentivo economico limitato nel tempo (il
rinnovo del contratto nazionale o, comunque, il 2025.. che non si sa mai!!!) legandolo
alla presenza effettiva in servizio (non spetta durante le ferie, la malattia, non entra nella
13esima, nel tfr, nel conteggio straordinario) è solo un palliativo. Parliamo delle cifre: 6
€ lordi al giorno, netti diventano un caffè e brioche. Saranno attrattivi per convincere gli
autisti a rimanere?? Porteranno autisti in più, per una colazione al giorno?? Con una
colazione, a scadenza, torneranno le linee e i servizi tagliati?
Provincia? Non pervenuta, e non c’è più una gestione territoriale.
Nessuna risposta agli utenti: domani le corse continueranno a saltare, gli abbonamenti
verranno utilizzati per fare cassa, gli studenti rinunceranno a sport, attività e gli anziani
saranno sempre più isolati. Forse gli autisti avranno un caffè. Per questi motivi domani
saremo in piazza, assieme alla popolazione. No a palliativi, no al caffè e brioche:
vogliamo soluzioni serie per il bene degli utenti della provincia di Belluno.
Denise Casanova Crepuz Segretaria gen. Cgil
Belluno
Sonia Bridda Segreteria Uil Belluno
Antonio Ventura Segretario gen. Filt Cgil Belluno Federico Cuzzolin Segretario gen. Uil trasporti Belluno
Alessandra Fontana Segretaria Filt Cgil Veneto
