
Belluno, 13 ottobre 2023 – Tre questioni sollevate dalle opposizioni in consiglio comunale di Belluno attraverso le interrogazioni. Le prime due a firma del consigliere Rasera Berna e la terza dall’ex sindaco Massaro.
“Premesso che dall’inizio dell’anno scolastico si sono verificati numerosi e gravi disservizi
riguardanti il servizio di trasporto pubblico affidato a Dolomitibus spa – scrive l’avvocato Francesco Rasera Berna – che tali disservizi hanno comportato la cancellazione di numerose corse, che tale situazione ha creato gravi disagi agli utenti, interroga il sindaco e l’assessore competente per sapere quali iniziative siano state intraprese per risolvere tale situazione e richiamare la ditta al rispetto dei propri obblighi”.
La seconda interrogazione presentata da Rasera Berna riguarda il regolamento delle frazioni e dei capifrazione. “Avendo appreso che sarebbe in dirittura di arrivo il nuovo regolamento riguardante le frazioni ed i capifrazione appreso altresì che si tratterebbe di circa la metà delle frazioni a suo tempo istituite dalla Giunta Comunale dato atto che la disciplina riguardante l’istituzione delle frazioni, oltre che essere prevista dallo Statuto, appare essere tuttora regolata dalla legge 1228/1954 all’art.9 interroga il sindaco e l’assessore competente per sapere se si intenda ottemperare alla predetta previsione normativa, quali passi siano ritenuti necessari e quali tempi siano ipotizzati per effettuarli”.

“Perché vengono rimandati a casa i bambini che dovevano essere inseriti in asilo nido?
Lo chiede Jacopo Massaro, consigliere di minoranza nell’interrogazione che così prosegue. “Premesso che:
– nei primi giorni di ottobre il Comune di Belluno ha inviato una lettera ai genitori che erano in attesa dell’inserimento del proprio figlio nell’asilo nido comunale “Piccolo girasole” nella quale si comunica che i bambini non saranno inseriti perché manca il personale necessario;
– tale comunicazione è giunta (senza neppure una telefonata!) come un fulmine a ciel
sereno, perché incide negativamente sulla conciliazione familiare e sulla
erogazione di un servizio educativo fondamentale per i bambini e la Città;
– nella lettera inviata, il Comune giustifica le mancate assunzioni con l’impossibilità di
bandire i concorsi a causa del famigerato DL Alluvioni 61/2023;
– tuttavia, a metà luglio è stato approvato un emendamento redatto da ANCI che
rende non più obbligatoria, ma facoltativa, la possibilità di bloccare i concorsi;
– a seguito di ciò, appare evidente che la procedura concorsuale poteva essere
bandita già a metà luglio (e potenzialmente anche il mese prima, se
l’Amministrazione – come tante altre in Italia – avesse aderito all’interpretazione di
ANCI, che suggeriva di continuare con le procedure concorsuali);
– appaiono quindi sconsiderate le scelte discrezionali di non provvedere comunque
alla copertura dei posti necessari e di attendere 4 mesi per avvisare le famiglie del
disservizio;
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere chiede:
1. quali siano le motivazioni che abbiano spinto l’Amministrazione a tale scelta
discrezionale che carica le famiglie di un ulteriore problema di conciliazione
familiare e priva bambini e Città di un servizio fondamentale;
2. quali siano le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione a effettuare tale
comunicazione alle famiglie solo ai primi di ottobre se già dal 1° giugno era noto il
testo del DL alluvioni;
3. quali e quante siano le qualifiche oggi mancanti presso l’Asilo nido comunale per
accogliere il numero massimo di bambini;
4. se e quando i concorsi necessari verranno effettuati;
5. se l’Amministrazione abbia bloccato i concorsi per addivenire ad una esternalizzazione del servizio, che sarebbe scelta sciagurata giacché oggi – a differenza del passato – non esiste alcuna norma che obblighi a ciò”.
