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Tragedia di Mestre. La Regione allestisce una sala accoglienza all’ospedale dell’Angelo per i parenti delle vittime

Venezia, 4 ottobre 2023 – La Regione Veneto ha allestito e già attivato all’Ospedale dell’Angelo un servizio di accoglienza e una sala dedicata per i parenti delle vittime della tragedia del bus di Mestre.
Nell’androne del nosocomio è attivo il punto di prima accoglienza che indica alle persone dove rivolgersi.
In questi minuti sono già molte quelle arrivate all’ospedale.
Per loro è stato attivato anche un servizio di interpretariato in lingua tedesca, ucraina, spagnola e francese.
I parenti sono assistiti da un team di specialisti composto da sette psicologi e tre psichiatri.

“Ci sono uomini e donne della sanità del Veneto che da ieri sera stanno mettendo in campo energia, coraggio, abnegazione, preparazione tecnica, resistenza alla fatica. A tutti questi nostri professionisti, in questo momento di dolore, va tutta la nostra gratitudine. Hanno fatto e stanno facendo ancora di più di quanto si poteva loro chiedere”.

Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, rivolge il suo pensiero alla macchina dei soccorsi che si è immediatamente attivata per intervenire sul tragico incidente del bus a Mestre.

“Un grande plauso anche ai fondamentali Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, ai rappresentanti delle Istituzioni impegnati in queste ore. Molte vite sono purtroppo state perdute – aggiunge il Governatore – ma quelle che si sono salvate lo devono a soccorsi veloci, efficienti, caratterizzati da un’organizzazione encomiabile e da una grande capacità d’interazione”.

“La sanità ad esempio – dice Zaia – ha messo in campo in pochi minuti più di 40 mezzi del Suem118, un elicottero di Treviso e coinvolgendo in una veloce rete salvavita numerosi ospedali del Veneto, a cominciare dai Pronto Soccorso di Mestre, Padova, Treviso, Dolo e Mirano, dove è stato subito richiamato in servizio il personale necessario di rinforzo con decine di medici e infermieri tornati immediatamente in azione. La loro capacità professionale e l’abnegazione con cui stanno lavorando sono la miglior garanzia che i feriti stanno avendo le migliori cure in assoluto. A tutti loro va rivolto un profondo ringraziamento”.

 

 

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