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VajontS 23. Il 9 ottobre 2023, a 60 anni dalla tragedia, azione corale di teatro civile in 130 teatri

Casa delle Arti, ex Caserma Piave - Belluno
Casa delle Arti – Belluno

VajontS 23 va in scena a Belluno, alla Casa delle Arti, lunedì 9 ottobre alle 20:45. Con Daniela Nicosia, gli artisti di Tib Teatro, le Bambine del Vajont di Codissago e gli allievi della scuola di teatro Atto zero

Trent’anni fa Il racconto del Vajont era la voce e il corpo di Marco Paolini. La sera di lunedì 9 ottobre 2023, nel 60esimo anniversario della tragedia del Vajont che costò la vita a 2000 persone, diventerà VajontS 23, azione corale di teatro civile messa in scena in contemporanea in 130 teatri dall’Alto Adige alla Sicilia e anche all’estero.

A Belluno Vajonts 23, sarà messo in scena da Tib Teatro, in uno spazio rigenerato, una ex caserma abbandonata da 20 anni, un luogo significativo per e della comunità bellunese: la Casa delle Arti – Spazio Ex – in via Tiziano Vecellio 82/F. La rigenerazione e la riconversione da Caserma a Centro Culturale Permanente è stata curata da Tib Teatro, qui si sono realizzati più di 200 laboratori per le scuole, qui ha preso avvio AttoZero – la prima scuola di Teatro a Belluno con più corsi per bambini, ragazzi, adolescenti e adulti – qui si svolge la rassegna di teatro contemporaneo Il Cielo sopra Belluno, qui sono nati gli ultimi spettacoli di Tib come La Nave Dolce- sullo sbarco di 2000 Albanesi nel 91 con la nave Vlora, un lavoro che ha tessuto memorie e testimonianze di persone della Comunità albanese di Belluno, arrivate con quella nave, che si sono incontrate alla Casa delle Arti per partecipare al processo di ricerca per lo spettacolo, qui si ospitano residenze artistiche e master con maestri di livello europeo. Qui, alla Casa delle Arti in questi giorni sta prendendo forma QUALCUNO CANTAVA… questo il titolo della performance per la drammaturgia e regia di Daniela Nicosia dal testo VajontS 23 curato da Marco Paolini con la collaborazione di Marco Martinelli con in scena: Alice Bortolini, Grazia Capraro, Susanna Cro, Andrea Ettore De Giovanni, Alberto Fornasati, Clara Libertini, Vassilij Gianmaria Mangheras, le Bambine del Vajont di Codissago, gli allievi di AttoZero, e altri artisti e cittadini del bellunese che hanno scelto di fare comunità.

Qualcuno cantava … nasce grazie al progetto Vajonts 23 ideato e promosso da Marco Paolini con l’intento di creare una comunità di racconto, con l’obiettivo di tessere lungo tutta la penisola relazioni, intrecci di storie e di persone unite in un evento teatrale di comunità che alle 22.39 culminerà nel silenzio, un silenzio che unirà contesti diversi e declinazioni diverse di quel racconto. Qualcuno cantava è un racconto etico, un’orazione civile che compone passaggi e paesaggi del testo originario, parole e immagini evocate da quella storia, insieme agli apporti creativi delle persone coinvolte: popolazione civile e artisti chiamati, questi ultimi, a fare la propria parte ancor prima che come artisti come cittadini. Perché la memoria dia voce alle emergenze del presente, perché forse quella sera qualcuno cantava, perché quel canto, quella voce non vada smarrita.
In scena, insieme agli artisti, le Bambine del Vajont di Codissago e gli allievi della Scuola di Teatro Atto Zero per un totale di più di 32 persone presenti sul palco e altri 8 impegnati nella cura dell’evento a vari livelli: Daniela Nicosia – regia, drammaturgia e disegno scenico – Isabella De Biasi, assistente alla regia, Andrea Bucciarelli direttore di produzione, Andrea Caldart ufficio stampa, Francesco Manzoni tecnico luci e suono, Gianmaria Mangheras e Giovanna Giora per la comunicazione e la segreteria di progetto, Labros Mangheras per l’organizzazzione generale.

Il processo di scrittura scenica è stato tessuto da Daniela Nicosia sulle persone coinvolte: artisti cui è stato richiesto un apporto creativo poliedrico, con funzione di dramaturg oltre che di interpreti, e con improvvisazioni scaturite dagli input dati dalla regia, e le persone della popolazione civile che hanno donato al gruppo memorie appassionate e la loro presenza partecipe in scena.
TIB TEATRO ha aderito al progetto dice Daniela Nicosia “Per una necessità artistica di fare la nostra parte ancor prima che come artisti come cittadini, impegnandoci tutti volontariamente per un grande rito di comunità che rifugge la celebrazione, ma attinge alle emozioni proprie del linguaggio teatrale, per attivare pensiero al presente sulle emergenze di oggi. Lo facciamo con le parole, ma anche col gesto, le coreografie, la musica, con un teatro che passa per la pelle, prima che per la ragione. In scena accanto ai narratori un coro di sole donne a testimoniare e ricongiungere passato e presente in una scena nuda, volutamente scarna segnata da geometrie visive, un tappeto di libri (le tante parole spese sulla tragedia) e pochi elementi, e poi una lavagna, una scrivania, una sveglia segni trasversali che rimandano alla rappresentazione originaria. Il 9 ottobre 2023 insieme ad altri 130 teatri italiani alla Casa delle Arti a Belluno ricorderemo, cioè riporteremo al cuore la tragedia del Vajont: era il 9 ottobre del 1963, sono trascorsi 60 anni. Il 9 ottobre 2023 alla Casa delle Arti a Belluno, saremo comunità, saremo memoria declinandola al presente.”

La storia del Vajont riscritta, 25 anni dopo il racconto televisivo, da Marco Paolini con la collaborazione di Marco Martinelli, drammaturgo e regista del Teatro delle Albe, non è più solo un racconto di memoria e di denuncia sociale, ma diventa una sveglia. La narrazione di quel che è accaduto si moltiplica in un coro di tanti racconti per richiamare l’attenzione su quel che potrebbe accadere. “Quella del Vajont – spiega Paolini – è la storia di un avvenimento che inizia lentamente e poi accelera. Inesorabile. Si sono ignorati i segni e, quando si è presa coscienza, era troppo tardi. In tempo di crisi climatica, non si possono ripetere le inerzie, non possiamo permetterci di calcolare il rischio con l’ipotesi meno pericolosa tra tante. Tra le tante scartate perché inconcepibili, non perché impossibili”.
Grandi attori e allievi delle scuole di teatro, teatri stabili e compagnie di teatro di ricerca, musicisti e danzatori, maestranze, personale e spettatori arruolati come lettori si riuniranno IL 9 OTTOBRE nei posti più diversi, dallo Strehler di Milano ai piccoli teatri di provincia, a scuole, chiese, centri civici, biblioteche, piazze di quartiere, dighe e centri parrocchiali. Ciascuno realizzerà un proprio allestimento di VajontS 23 a partire dalle peculiarità del suo territorio. E poi, tutti si fermeranno alle 22.39, l’ora in cui la montagna franò nella diga.

L’EVENTO DI BELLUNO ALLA CASA DELLE ARTI ANDRÀ IN SCENA ALLE 20.45 ED È GRATUITO È NECESSARIO PRENOTARE FIN DA ORA: INFO E PRENOTAZIONI – TIB TEATRO 0437950555 info@tibteatro.it

La rete di Vajonts 23 nasce da un’idea di Marco Paolini per Fabbrica del Mondo ed è realizzata da Jolefilm con la collaborazione di Fondazione Vajont.

Un evento promosso e prodotto da TIB Teatro
Con il patrocinio dell’Associazione Tina Merlin

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