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Antonella Giacomini torna nell’Agordino con il suo “Volevo vedere la tundra”

Antonella Giacomini

Agordo – venerdì 6 ottobre, 20:45, sala Don F. Tamis: la rassegna Sere d’Autunno apre con il Volevo vedere la tundra di Antonella Giacomini

Volevo vedere la tundra torna in Agordino ospite dell’edizione 2023 di Sere d’Autunno, storica rassegna organizzata dal Cai di Agordo che propone un ciclo di quattro serate d’incontri, dibattiti, immagini, filmati e multivisioni.
Quest’anno sarà un autunno rosa, tutto al femminile. Ad Antonella Giacomini l’onore di aprire la rassegna venerdì 6 alle 20:45 nella sala Don F. Tamis dell’Unione Montana Agordina, presentata da Gianpaolo Soratroi. Seguiranno poi, i venerdì successivi, la fotografa Alessandra Masi, la guida alpina Marika Favè e l’alpinista Angelika Rainer.
Venerdì 6 gli appassionati di montagna e non solo potranno rimanere con il fiato sospeso alla visione dello storico film “Rose Selvagge” che narra le vicende della prima spedizione femminile allo Hielo Patagonico Sur, per poi lasciarsi portare in viaggio dalle immagini e le parole che, raccolte in quattordici racconti, narrano gli ormai trentanni di spedizioni alpinistiche e avventure che caratterizzano il curriculum di questa viaggiatrice estrema.
Antonella Giacomini è moglie del noto alpinista Manrico Dell’Agnola, che sarà in sala insieme al compagno di sempre Alcide Prati, ed è lui che all’inizio l’ha avviata ai grandi viaggi arrampicatori, ma ben presto il richiamo alla Natura selvaggia che sognava da bambina è tornato prepotente cambiando gli orizzonti dell’autrice, che sono diventati per lo più di neve e di ghiaccio. Dalla Groenlandia alla Patagonia, senza disdegnare la sosta in qualche paese più caldo, ma sempre lasciandosi ammaliare dalla bellezza selvaggia di una Natura che mette a nudo debolezze, forze personali, ma soprattutto l’intrinseca fragilità del genere umano.
Volevo vedere la tundra (ed. IDEAMONTAGNA 288 pag, 23 euro) non è quindi una biografia, ma il frutto di una scrittura quasi catartica, dell’atto di trasferire sulla carta emozioni ed esperienze al fine anche di dar loro permanenza attraverso la condivisione con gli altri. Ed è forse per questo che la sua lettura è un lungo viaggio non solo in luoghi remoti, ma nell’intimo dell’essere umano.

 

- Advertisement - Roberto Denart
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