
Bogana: «Ottimo strumento di sviluppo. Le novità introdotte hanno incentivato le richieste»
Il nuovo fondo di rotazione piace alle imprese. Lo dicono i numeri, perché a pochi mesi dall’avvio della nuova tornata della misura che garantisce contributi alle imprese della provincia di Belluno, sono già più 113 le domande pervenute, per un valore complessivo di investimento di 11,5 milioni di euro (cifra che comprende il totale delle risorse movimentate, di cui oltre la metà di sole risorse impegnate dal fondo). Il confronto con il 2022 è quanto mai significativo: un anno fa le domande erano state 7, per un valore complessivo di 426mila euro.
«Significa che il territorio ha voglia di investire e ci sono un’attenzione concreta e impegno di fronte alle opportunità di risorse» commenta la consigliera provinciale Serenella Bogana, delegata alle attività produttive. «Sicuramente anche le novità introdotte per la nuova tornata sono state decisive, dato che hanno aperto a più tipologie di imprese».
FONDO DI ROTAZIONE
Il fondo di rotazione è previsto all’interno della legge regionale 18/1994 per le aree interne che finanzia le piccole medie imprese. È gestito dalla Provincia attraverso Veneto Sviluppo. La dotazione è di circa 22 milioni di euro, risorse che servono a finanziare nuovi investimenti e interventi di supporto finanziario. È diviso in due parti: un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato.
Quest’anno sono state introdotte alcune novità nel funzionamento della legge 18. È stata prevista l’estensione alla categoria dei professionisti, oltre che alle pmi. E particolare rilievo è stato dato alle imprese ricettive e di ristorazione che erano rimaste escluse dal fondo di rotazione “Anticrisi attività produttive” (legge regionale 885 del 30 giugno 2021). Di conseguenza, il contributo non è più destinato solamente alle start-up, come era nelle prime applicazioni della legge, ma a tutte le aziende.
«Di fatto, si è esteso il perimetro dei beneficiari e il risultato è ben visibile nel numero delle domande pervenute fino a oggi» sottolinea la consigliera Bogana. «Il cambio di passo è fondamentale, come è stata fondamentale la sottoscrizione di particolari convenzioni con le banche del territorio per l’apertura di canali di finanziamento agevolati».
IL DATO
Le 113 imprese che hanno avanzato richiesta coprono tutto il territorio provinciale: 26 domande arrivano dall’Unione Montana Feltrina, 35 dalla Valbelluna e dal territorio del capoluogo; sono 10 le domande dall’Agordino e 9 dal Centro Cadore, 8 invece arrivano dall’Alpago e altrettante da Cortina. In Valboite sono state avanzate 5 domande, 3 sono quelle della zona di Longarone-Zoldo, 2 quelle che arrivano dal Comelico.
Le pratiche con importo massimo complessivo di 500mila euro sono al momento 3 e altrettante quelle con importo tra 400 e 499mila euro. Il maggior numero di domande si riferisce a importi più bassi (56 pratiche inferiori a 50mila euro; 19 pratiche con importo tra 50 e 99mila euro; 12 pratiche tra 100 e 199mila euro). Le start-up che hanno fatto richiesta sono 17 (per un importo medio a impresa di 60mila euro).
«La disponibilità residua del fondo di rotazione è ancora elevata – conclude la consigliera Bogana -. Si tratta di circa 2,4 milioni per contributi a fondo perduto e quasi 13 milioni per finanziamenti agevolati. Siamo molto soddisfatti perché abbiamo visto un deciso cambio di passo rispetto all’appetibilità di uno strumento che rimane fondamentale per lo sviluppo delle nostre zone di montagna».