56ma edizione: dibattiti, musica, buona cucina e 5 appuntamenti nell’area dedicata a Giovanni Bortot
La Festa de L’Unità al Pus di Ponte nelle Alpi spegne 56 candeline e si presenta con un programma allungato, una giornata in più rispetto alle edizioni precedenti, per un totale di cinque eventi. Come da tradizione, la Festa coniuga momenti conviviali con dibattiti politici, presentazione di libri e interventi istituzionali. Da domenica 30 luglio a domenica 20 agosto, ogni fine settimana sul palco dell’area dedicata a Giovanni Bortot si alterneranno i protagonisti dell’attuale stagione politica con spazi dedicati anche ai Giovani democratici, agli amministratori locali e alla Fondazione Società Bellunese per un’anticipazione degli eventi che organizzerà in autunno in occasione del sessantesimo anniversario della catastrofe del Vajont.
La politica e i suoi temi resteranno comunque in primo piano, come ha sottolineato il segretario provinciale, Alessandro Del Bianco durante la presentazione alla stampa di oggi. «L’anno prossimo ci sono tre quarti dei Comuni al voto, ci saranno le elezioni europee e, forse, anche le Provinciali. La Festa diventa pertanto un laboratorio per avviare il confronto su un anno molto impegnativo».
I Giovani democratici della provincia di Belluno stanno raccogliendo diverse nuove adesioni e hanno deciso di organizzare due serate dedicate ai temi più cari a ragazze e ragazzi. «Le date sono ancora da definire», afferma Mariachiara Roldo, «ma intanto siamo soddisfatti della disponibilità di una ventina di noi a partecipare all’allestimento della Festa, a proporsi come volontari e a proporre contenuti politici da discutere».
A proposito di volontari, alle decine di persone che si sono rese disponibili per la sistemazione dell’area Bortot e per la conduzione delle giornate è andato il ringraziamento della vice segretaria regionale del Pd, Monica Lotto: «Da fuori sembra tutto più semplice, ma noi conosciamo la complessità di un evento che si tiene ininterrottamente da 56 anni e se tutto fila liscio lo dobbiamo prevalentemente a chi ci mette lavoro, fatica e tanto tempo, spesso sottratto ad altre attività». Rispetto ai contenuti, afferma Lotto, «ci riempie di orgoglio poter portare, ormai da diversi anni, dirigenti e politici regionali e nazionali. La montagna bellunese ha bisogno di una lavoro di rete tra territori simili ma anche di far conoscere le sue peculiarità a chi sta nelle sedi istituzionali».
La nostra particolarità, ha rimarcato il responsabile della Festa, Roger De Menech, «è proprio la localizzazione. Non nascondiamo che sarebbe più semplice proporla in una piazza, a Belluno come a Ponte nelle Alpi, ma il Pus è simbolico sia per il lascito di Giovanni Bortot, sia perché è un luogo emblematico della vita in montagna dove da un lato ci sono le difficoltà e i maggiori costi, dall’altro c’è il contatto diretto con la natura. L’ambiente che si crea facilita idee e riflessioni ‘lunghe’ di cui sentiamo un enorme bisogno in questa fase storica».
Infine, la Fondazione Società Bellunese, che da anni partecipa all’organizzazione della Festa, «anticiperà le iniziative legate al 60° del Vajont, mettendo a disposizione della comunità parte del proprio archivio di documenti, manifesti e pubblicazioni, di recente oggetto di un riordino e di digitalizzazione», ha ricordato il presidente della Fondazione Bepi Pat.
Domenica 30 luglio ad aprire la Festa ci saranno il segretario regionale del Pd, Andrea Martella e il neo sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai in dialogo con Roger De Menech, il segretario del circolo di Ponte e Soverzene, Doriano Lavina, il segretario provinciale Alessandro Del Bianco e il sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini. Appuntamento alle ore 13.45 dopo il consueto pranzo con le specialità locali.
La chiusura, domenica 20 agosto, sarà invece affidata al Trio Faber, per un pomeriggio di musica in omaggio al compianto Fabrizio De Andrè.
