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Gas. Trabucco: “Ecco perché aumenta e quali soluzioni adottare”

Il gas aumenta perché gli speculatori comprano e rivendono i “future”, ossia quei contratti medianti i quali ci si impegna ad acquistare una certa quantità di metri cubi di una materia prima in una data precisa ed ad un certo prezzo senza arrivare mai al momento dell’acquisto vero e proprio della stessa.

Approfittando, dunque, delle aspettative al rialzo sui prezzi nel mercato (ove partecipano pure fondi di investimento) di Amsterdam (il cosiddetto TTF), vengono comprate massicce quantità di “future”, scommettendo di rivenderli a un prezzo sempre più alto, alimentando in questo modo una spirale all’insù. La proposta del Ministro senza portafoglio per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in accordo con il Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, prevede di agganciare il prezzo del gas a borse più stabili rispetto a quella olandese (ad esempio come il Brent per il petrolio). Ovviamente, stante la paura di carenza di materia prima, nessuno ci assicura che, anche negli altri mercati, possa verificarsi un trend speculativo identico a quello cui stiamo assistendo in Olanda.

A chi obietta che il Governo dimissionario di Mario Draghi ha combattuto la speculazione, si deve replicare che l’Esecutivo ha “colpito” solo un “indicatore” degli utili, definito da una variabile osservabile immediatamente, e cioè l’incremento delle transazioni Iva rispetto a un anno base. La misura è apparsa criticabile sia nella scelta dell’anno, il 2020, che fu quello della crisi pandemica più acuta, dunque con transazioni IVA basse, sia nella definizione della base imponibile che includeva operazioni che con gli utili proprio non c’entrano. Una possibile soluzione potrebbe essere, lo ha scritto l’economista Guido Salerno Aletta, obbligare tutti i fornitori di energia elettrica e di gas, cioè le imprese che hanno contratti con la clientela al dettaglio, cioè famiglie e società svolgenti attività imprenditoriale, di approvvigionarsi con tipologie contrattuali a lungo termine proprio al fine di stabilizzare i prezzi.

Alle aste, dunque, dovrebbero essere affidate unicamente le forniture marginali di energia le quali, invece, sono quelle che finiscono per determinare il prezzo. Al contempo, sia nel mercato virtuale TTF, sia in altri, sarebbe doveroso bloccare le contrattazioni dei “future” qualora questi superino una certa soglia, ben sapendo di incontrare le resistenze olandesi o di altri Paesi.

Daniele Trabucco

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