“Leggo con sgomento le dichiarazioni odierne del Capo del DAP dipartimento amministrazione penitenziaria Carlo Renoldi che dispone il Ferragosto in carcere per lui e tutti i vari dirigenti dell’amministrazione penitenziaria. Intanto vorrei capire perché Renoldi, anziché a Rebibbia femminile, il 15 agosto non va a Poggioreale, affollato da oltre duemila detenuti… Renoldi e C sappiano che il carcere si vive 24 ore su 24, 365 giorni, tra le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, per cui il Capo DAP prende una corposa indennità stipendiale. Se questo è il nuovo che avanza, davvero ci cadono le braccia…”.
Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
Il leader del primo Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria ricorda che “Renoldi ha una concezione assai personalistica del Sindacato costituzionalmente previsto: vanno bene solamente quelli che sostengono le sue tesi, non chi critica e propone alternative alla degenerazione penitenziaria quale è la vigilanza dinamica ed il regime aperto a tutti i detenuti, indiscriminatamente, causa dell’esplosione degli eventi critici nelle carceri. Fa riferimento alla generica “comunità penitenziaria”, affollata da Garanti et similia che conoscono il carcere solo dalle parole dei detenuti, e dimentica che lui prende i soldi dallo Stato per essere Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria. Corpo di Polizia a cui appartengono donne e uomini che pressoché quotidianamente hanno a che fare con detenuti che mettono a repentaglio l’ordine e la sicurezza della sezione detentiva, che si confrontano a detenuti con in mano una o più lamette intrise di sangue, o con una padella piena di olio bollente tra le mani pronta per essere buttata in faccia all’operatore, o con un piede di tavolino in mano pronto ad essere scagliato contro un poliziotto. Dovrebbe sentire anche lui, sul suo viso, i pugni, le sberle, gli sputi che prendono i nostri Agenti in servizio dai detenuti più violenti. E allora ci si aspetta altro da chi è Capo di un Corpo di Polizia: il Ferragosto in carcere era un cavallo di battaglia dell’amico Pannella. Davvero Renoldi non ha altre soluzioni per la crisi delle carceri? Ripeto un concetto già espresso: credo che Carlo Renoldi sarebbe più indicato per fare il Garante dei detenuti che non il Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria….”.
Carlo Renoldi, originario di Cagliari, giudice di Cassazione, nominato capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), è un teorico del carcere “compatibile con la Costituzione”. In linea con gli ultimi orientamenti della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale il carcere duro senza benefici per i condannati del 41 bis che non hanno collaborato con la giustizia. E in linea anche con la posizione della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che ha voluto la sua nomina, convinta della funzione riabilitativa del carcere.
Roma, 11 agosto 2022
