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Veneto protagonista al 70mo Trento Film Festival. Anche il lungometraggio del regista bellunese Sossai, rivelazione all’ultimo Festival Black Nights di Tallin

Altri cannibali – Lungometraggio di Francesco Sossai

Al più longevo festival internazionale di cinema e culture di montagna parteciperanno, in anteprima assoluta, “Leogra. Eredità di un paesaggio” di Andrea Colbacchini, “Il sergente dell’altopiano, la storia di Mario Rigoni Stern” di Tommaso Brugin e Federico Massa e “La lunga strada” di Andrea Salvini, tutti girati interamente in Veneto.

Presente anche “Gioja22” del padovano De Felice e “Altri cannibali” dell’esordiente bellunese Francesco Sossai.

Il riscatto di un territorio e della sua umanità, le strade nitide o opache che possono scorrervi nel mezzo e un grande omaggio a Mario Rigoni Stern: questo e molto altro nei film che portano il Veneto a partecipare al 70. Trento Film Festival, rassegna da sempre dedicata alle mille sfaccettature del cinema di montagna e delle culture che ne abitano gli spazi. Il Festival torna, nel suo settantesimo anniversario, interamente in sala – dal 29 aprile all’8 maggio 2022, a Trento – dopo due anni di edizioni ibride.

Tre le anteprime mondiali che firmano il contributo regionale del Veneto al festival trentino: “Leogra. Eredità di un paesaggio” di Andrea Colbacchini, film nella sezione Terre Alte, “Il sergente dell’altopiano, la storia di Mario Rigoni Stern” di Tommaso Brugin e Federico Massa, fra le proiezioni speciali, e “La lunga strada” di Andrea Salvini, girato interamente in regione, per la sezione Terre Alte. Nella sezione Alp&Ism, dedicata invece al meglio della produzione internazionale di alpinismo, arrampicata e avventura, si segnala “Gioja22” del regista padovano Stefano De Felici, mentre “Altri cannibali” di Francesco Sossai, cineasta bellunese, chiude il cerchio per la sezione Anteprime (una vera e propria vetrina del cinema narrativo di ambientazione montana ed estrema, direttamente dai principali festival internazionali).

“Leogra. Eredità di un paesaggio” (Italia, 2022, 53′) è ambientato nell’omonima valle delle prealpi vicentine e ne descrive sviluppi, involuzioni ed evoluzioni, dagli anni Quaranta ad oggi. I destini di chi in val Leogra ci è nato e cresciuto si intrecciano qui con le scelte di coloro che, per vocazione o curiosità, hanno deciso di dare nuova vita a questi luoghi, trasferendovi se stessi e i propri talenti. Il senso di appartenenza e il rapporto con il duro lavoro della terra hanno significati diversi ma interdipendenti per ciascuno dei protagonisti: significati legati indissolubilmente alla transizione ineludibile di saperi, dall’antico al nuovo. Il film di Andrea Colbacchini sarà presentato in anteprima mondiale sabato 30 aprile alle 17.00 presso il cinema Modena di Trento, con replica il giorno seguente.

Spostandoci leggermente più a nord, fra i declivi dell’altopiano di Asiago, troviamo “Il sergente dell’altopiano, la storia di Mario Rigoni Stern” (Italia/Svizzera/Austria, 2022, 52′), un ritratto che si fa omaggio ad un grande protagonista del Trento Film Festival. Il documentario di Tommaso Brugin e Federico Massa rievoca, tramite la voce dello stesso scrittore e altre testimonianze inedite, gli anni della guerra e della prigionia, che nella vicenda letteraria e personale di Rigoni Stern hanno fatto da contraltare, ponendosi sempre in stretto dialogo fra loro, al rapporto indissolubile che lo legava alla sua terra. I valori ancestrali della cultura contadina e montanara hanno qui impedito alla barbarie del secondo conflitto mondiale di minare l’intrinseca e distintiva umanità che caratterizzava il “sergente nella neve” e i suoi commilitoni, anche di fronte al nemico più crudele. Il film, presentato fra le proiezioni speciali, verrà proiettato in anteprima mondiale domenica 1 maggio alle 17.00 presso il cinema Modena di Trento, con replica il 5 maggio.

Un appello a ripristinare la propria umanità è anche il cortometraggio “Gioja22” (Italia, 2021, 11′), diretto dal regista veneto Stefano De Felice e presentato al Festival nella sezione Alp&Ism. Un film che racconta il gesto di aperta disobbedienza civile di cui si è reso protagonista Carlo, un jumper lombardo. Nel gennaio 2020, appendendo degli eloquenti striscioni (“Stay human”) sulla gru di un palazzo in costruzione – e dunque fra i simboli della skyline di Milano – ha costretto per qualche ora i passanti di via Gioia ad alzare lo sguardo dalle loro vite frenetiche, per riflettere insieme sul significato della parola umanità e delle fatiche che proprio quei giorni, in mezzo al mar Mediterraneo, altri esseri umani stavano affrontando per poterne ripristinare il senso. Il film sarà proiettato sabato 30 aprile alle 16.30 presso il cinema Modena di Trento, con replica il 7 maggio.

In tutt’altro contesto, fuori dagli spazi claustrofobici di una metropoli in continuo movimento, è ambientato invece un altro cortometraggio, “La lunga strada” (Italia, 2022, 7′), che segue il tortuoso movimento dell’acqua, fra le montagne e le pianure venete, dai ghiacciai fino al mare. Correndo impetuosa fra le gole di un torrente e i risalti di roccia che attraversano le valli, passando sotto i ponti fino a bagnare dolcemente le rive che ghermiscono l’Adriatico, un semplice corso d’acqua diventa protagonista di un film sospeso fra suoni, luci e colori che, con grande sensibilità e delicatezza, vuole omaggiare la sostanza da cui traggono origine tutte le cose e senza la quale non esisterebbe alcuna vita. Il cortometraggio di Alessio Salvini (filmaker e fotografo, classe 1992) sarà proiettato in anteprima mondiale per la sezione Terre Alte, dedicata al presente e al futuro dei territori di montagna, lunedì 2 maggio alle 19.00 presso il cinema Modena di Trento, con replica il giorno successivo.

“Altri cannibali” (Germania, 2021, 96′) è infine il lungometraggio fiction di Francesco Sossai, regista bellunese, rivelazione all’ultimo Festival Black Nights di Tallin dove ha vinto il premio come miglior opera prima. La storia di Fausto e Ivan, due sconosciuti incontratisi in una remota zona delle Dolomiti, propone un controcanto ideale ad una società apatica e ripetitiva – citando Beaudelaire: “un’oasi di orrore in un deserto di noia”. Proprio le montagne venete, che circondano la piccola realtà industriale dove si svolge la vicenda, sembrano infatti custodire pensieri estremi, oscuri, capaci di oltrepassare gli standard umani. Il film sarà proiettato sabato 7 maggio alle 19.00 presso il cinema Modena di Trento.

Tutto il programma su www.trentofestival.it

 

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