Dopo la giornata della scorsa settimana dedicata agli Hubbers e al coinvolgimento di nuove persone nelle attività del laboratorio tecnologico, sabato dalle 15 è prevista un’installazione sonora in piazza Angelina Zampieri. Si tratterà di Ecosistemi Sonori, un progetto ideato e realizzato nel 2021 dai bellunesi Davide Rizzardi e Alessandro Casol e portato a Belluno grazie alla collaborazione di SlowMachine e di Vivai Shala.

La passeggiata esperienziale tra le piante e i suoni sarà aperta a tutti, senza nessun bisogno di iscrizione. “Un modo anche questo per vivere l’ambiente urbano con un concetto rivolto all’ambiente, alla tecnologia e alle sue tante applicazioni – commenta il responsabile e coordinatore dell’Urban Hub, Michele Verdolini -. Ci piace l’idea di portare installazioni, novità tecnologiche e sperimentali negli spazi della città, dove la gente vive e passeggia. Sabato sarà così, ci aspettiamo di vedere tante persone”. All’installazione seguirà un incontro e confronto con i due giovani ideatori di Ecosistemi Sonori, il musicista e ricercatore Davide Rizzardi e il musicista programmatore e compositore Alessandro Casol.
Ecosistemi sonori
Nella piazzetta su cui si affaccia l’Urban hub saranno posizionate alcune piante nelle quali saranno nascosti sensori collegati a una consolle, a un PC e a un impianto sonoro quadrifonico. Le persone potranno attraversare lo spazio, muoversi liberamente al suo interno per scoprire come il suono cambia a seconda dei loro movimenti e della loro posizione. Siamo ciò che siamo in relazione, anche allo spazio che viviamo e la nostra vita è profondamente collegata alla natura, sono questi alcuni dei concetti sottesi alla performance in cui filosofia, arte e tecnologia si intersecano.
Lo scopo di questa installazione, allora, diventa quello di rendere visibile o, meglio, udibile ciò che risulta spesso invisibile al nostro sguardo. Ossia il fatto che la vita è un incessante interagire, spesso inconscio, tra gli elementi che la compongono. Questa rete di relazioni è ciò che l’installazione vuol far riaffiorare per generare in ciascuno un profondo senso di appartenenza.
In questa installazione non vi sono spettatori. Ogni persona è parte costitutiva dell’ecosistema sonoro. Azioni consce e inconsce dei soggetti sono la sorgente dell’informazione che si traduce immediatamente in una composizione sonora, metafora dell’ecosistema, che rappresenta la relazione complessa che attraversa e unisce ciascuno di noi. Le persone in scena vengono spogliate della propria individualità e spinte ad apprezzare la natura inevitabilmente sociale del proprio essere e agire. L’installazione vuole così stimolare una presa di coscienza ecologica del soggetto attraverso l’esperienza sonora stimolata dall’ecosistema.
Per creare l’ecosistema sonoro vengono utilizzate tecnologie elettroniche e software digitali. Svariati tipi di sensori che generano l’informazione che viene trasmessa ai controllori e poi al computer. L’informazione raccolta viene così canalizzata in un sintetizzatore modulare virtuale che la trasforma in una vera e propria composizione musicale. Questa composizione si modifica costantemente in base all’agire delle persone in scena oltre al variare delle condizioni atmosferiche, senza mai replicarsi. I soggetti danno “vita” alla composizione e ne sono quindi i protagonisti indiscussi. L’ecosistema sonoro, infatti, è vivo fintanto che le persone in scena interagiscono. Senza agire, senza interazioni, l’ecosistema scompare e con esso, simbolicamente, anche la vita.
All’installazione seguirà alle 18 un incontro con Rizzardi e Casol, moderato da Guido Beretta, durante il quale i ragazzi racconteranno della loro ricerca nel campo della musica e delle tecnologie e si confronteranno con gli Hubbers esperti di coding e robotica per valutare insieme possibili sviluppi e miglioramenti del progetto. L’incontro potrà essere seguito in presenza negli spazi dell’Urban Hub o in diretta dalla pagina Facebook URBAN HUB ContaminationLab Belluno Dolomiti.
