La Rete Provinciale “Giù le mani dalla sanità bellunese”, organizza per il 2 aprile alle ore 15 a Pieve di Cadore un incontro-manifestazione per la difesa della sanità pubblica bellunese.
Tutta la popolazione è invitata.
I motivi che hanno generato questa iniziativa sono diversi e possono essere riassunti per temi:
– Il doloroso taglio di 37 miliardi in dieci anni al bilancio della sanità pubblica ;
– Il crescente affidamento di servizi sanitari al settore privato convenzionato, con una spesa pro capite del 24% superiore alla media nazionale, conseguente ad una progressiva smobilitazione di unità operative e negativa ricaduta nelle prestazioni pubbliche; ciò è maggiormente evidente nei territori marginali della provincia quali: Agordino, Cadore-Ampezzo ma ora si avvertono altri preoccupanti segnali che interessano l’intero sistema socio-sanitario della provincia, come evidenziato dalla recente sospensione del reparto di degenza del Centro di Salute Mentale di Feltre;
– Il mancato esaurimento delle lunghe liste d’attesa, nonché la garanzia di poter vedere soddisfatti i livelli essenziali delle cure e dell’assistenza come da normativa esistente;
– I lunghi trasferimenti – anche superiori al centinaio di chilometri- a cui si devono sottoporre autonomamente i pazienti per semplici prestazioni di base che non necessitano di particolari attrezzature o strutture.
Per fermare lo spopolamento crescente di questa terra, è necessaria, da parte pubblica, la fornitura di servizi efficienti, sicuri e costanti e tra questi la sanità ne è parte essenziale. Alla società civile e al mondo del lavoro spetta il resto.
I montanari vogliono e hanno il diritto di poter rimanere ad abitare nella loro terra usufruendo di servizi di qualità.
A tale scopo questo appuntamento di Pieve di Cadore, sarà il primo ma non l’unico per reclamare una revisione della gestione sanitaria provinciale ricordando a tutte le persone interessate e/o coinvolte che ottenere un miglioramento dipende anche da ciascuno di noi.
