Nella nebbia dei divieti sanitari di Stato dalla quale pare stiamo per uscire, quello che temevamo potesse succedere è successo. Ieri mattina, all’ufficio postale di Fortogna (Longarone), un pensionato non ha potuto ritirare la propria pensione, perché non era in possesso di greenpass. L’uomo si è presentato come tutti i mesi allo sportello, ma alla richiesta dell’impiegata di esibire il certificato verde, essendone sprovvisto, è stato invitato ad uscire dall’ufficio, come prevede la legge. Incredulo, il pensionato ha richiesto l’intervento dei carabinieri, che non hanno potuto fare altro che informare l’uomo della nuova normativa e dunque confermare la legittimità della procedura osservata dell’impiegata delle Poste.
Una legge che sembra più una prova di obbedienza per piegare il cittadino alla volontà dello Stato, più che una necessità sanitaria dettata dalla scienza, se è vero che anche il vaccinato con tre dosi può essere contagioso. Tantè che per esser ricevuti alla Presidenza della Repubblica, oltre al greenpass è richiesto il tampone negativo!
Poiché l’uomo ha meno di 70 anni, non può nemmeno richiedere il servizio offerto dai carabinieri agli gli anziani per la riscossione della pensione. E quindi, per poter disporre dei propri soldi, il pensionato che non abbia diritto all’esenzione al vaccino, peraltro difficilissima da ottenere, o che non voglia sottoporsi a vaccino o tampone, non rimane altra soluzione che farsi accreditare la pensione in un conto corrente e poi prelevare al bancomat i contanti, oppure firmare una delega a favore di una persona di fiducia per riscuotere la somma allo sportello delle Poste.
