
Venezia, 2 febbraio 2022 – “E’ grave che un ministro della Repubblica dica che vuole capire, perché dovrebbe già sapere. Se mi fa la telefonata che attendo da ieri tenterò nell’impresa di aiutarlo, a meno che qualche suo amico lo faccia al posto mio”.
Lo dice la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, rispondendo al rilancio della polemica da parte del ministro d’Incà sui progetti veneti legati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
“D’Incà forse non festeggiò per farsi bello a Belluno – si chiede la De Berti – quando vincemmo la candidatura a favore di tutti i veneti, i lombardi, i trentini, gli
altoatesini e tutta Italia mentre il suo partito era furiosamente contrario? Un po’ di
dignità, suvvia”.
“Se avessi applicato la mentalità di d’Incà – incalza la De Berti – avrei potuto portare nel Bellunese molto meno di quello che è arrivato e arriverà, cioè oltre un miliardo di euro. La differenza è che io lavoro guardando all’evento e a tutto il Veneto, lui, ministro della Repubblica, sembra non riuscire ad andare oltre il proprio orticello”.
“Resto basita – aggiunge la De Berti – dal fatto che il Ministro D’Incà non abbia
capito la risposta che gli ho dato ieri, in cui ho spiegato nei minimi dettagli il
perché della scelta”.
De Berti ricapitola quindi l’intera vicenda: le sedi olimpiche sono Cortina e
Verona, come anche indicato nel sito ufficiale di Milano-Cortina 2026. Per quanto
riguarda la viabilità erano state segnalate, per il bellunese, la variante di
Longarone (costo: 270 milioni di euro) e quella di Cortina (costo di quasi 300
milioni, cui si aggiungono i 20 milioni stanziati nella delibera portata in Giunta
ieri).
Per le Olimpiadi a Cortina sono stati stanziati altri 10 milioni per il villaggio
olimpico (ne mancano 38 per coprire l’importo totale di 48 milioni). Per la pista da
bob sono già stanziati 65 milioni; ci sono gli investimenti per gli impianti a fune
pari a 9 milioni e ci sono 10 milioni già stanziati per la riqualificazione del
trampolino.
“Il Ministro – aggiunge la vicepresidente del Veneto – non può fermarsi all’ultimo
singolo stanziamento da 81 milioni, ma considerare tutto quello che è stato fatto
nell’ultimo anno e mezzo. Anche Verona ha bisogno di stanziamenti e riguardano
opere di viabilità: i 61 milioni servono per migliorare l’accessibilità nelle città sedi
di eventi olimpici. Tra l’altro è l’unico intervento in fase già di progetto definitivo
e cantierabile e realizzabile entro il 2025. Sul bellunese non avevamo altre opere
di accesso a Cortina progettate da finanziare. Siccome il commissario deve
prendere in carico queste opere, il ministro dovrebbe destinare le sue energie
affinché il commissario sia operativo quanto prima, altrimenti nel bellunese non
vedremo neanche un’opera di viabilità. Ricordiamo infine che nei decreti sono
stati stanziati oltre 800 milioni di euro per cortina e solo 61 per Verona. La
proporzione parla chiaro”.
