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Volevo vedere la tundra. Venerdì a Mel la presentazione del libro di Antonella Giacomini

Mel, Borgo Valbelluna- sala ex Chiesa di San Pietro, venerdì 17 dicembre, 20:45: Antonella Giacomini, viaggiatrice estrema presenta la sua opera prima “Volevo vedere la tundra” ed. Ideamontagna e proietta “Patagonia Femminile”.

 

Con un libro ed un film la neo scrittrice Antonella Giacomini, chiacchierando con la giornalista Michela Canova, venerdì 17 dicembre alle 20:45 presso la sala S. Pietro di Mel, accompagnerà tutti gli appassionati di viaggi estremi, avventura e montagna in terre lontane dove l’uomo deve sottostare alle regole di Madre Natura.
Una bambina sogna ad occhi aperti avventure incredibili nei luoghi più remoti della terra, ma è un libro, Pastori di renne, che consacra definitivamente la sua curiosità per gli ambienti più ostili del profondo Nord e Sud e la spinge, da adulta, a cimentarsi in viaggi ed esperienze a volte al limite della sopravvivenza. Questo l’incipit del percorso esplorativo che Antonella Giacomini segue da oltre trent’anni e che trova forma narrativa in Volevo vedere la tundra, quattordici racconti che – come scrive nella prefazione Silvia Metzeltin – trasmettono la freschezza autentica di come si vivono davvero le situazioni inaspettate e incresciose, senza caricarne la drammaticità con eroismi, ma neppure minimizzandola, né addolcendone il ricordo, bensì lasciando emergere, con vena discorsiva non priva di umorismo, anche gli aspetti positivi di quel bisogno intimo dell’andare ad infilarsi in simili scelte, non foriere solo di rischi ma anche di conflitti esistenziali.

Antonella Giacomini è moglie del noto alpinista Manrico Dell’Agnola ed è lui che all’inizio l’ha avviata ai grandi viaggi arrampicatori, ma ben presto il richiamo alla Natura selvaggia che sognava da bambina è tornato prepotente cambiando gli orizzonti dell’autrice, che sono diventati per lo più di neve e di ghiaccio. Dalla Groenlandia alla Patagonia, senza disdegnare la sosta in qualche paese più caldo, ma sempre lasciandosi ammaliare dalla bellezza selvaggia di una Natura che mette a nudo debolezze, forze personali, ma soprattutto l’intrinseca fragilità del genere umano.
Si pensa – spiega Antonella – che chi scrive un libro lo faccia per gli altri, perché qualcuno lo legga; indubbiamente c’è anche questo motivo, comunque io credo che uno “scrittore”, almeno agli inizi della sua carriera – se mai diventerà una carriera – scriva in primis per se stesso. Ho scritto migliaia di pagine nella mia vita, una valigia piena zeppa di diari di viaggio, ma da tempo sentivo il bisogno di provare a rimettere ordine nelle avventure meravigliose che ho vissuto e soprattutto -con il favore del tempo- fare chiarezza dentro di me trovando il coraggio di confessare le paure provate, le sofferenze subite e capire quanto tutto ciò abbia inciso in quello che oggi sono, e sono stata, e quanto ne sia valsa la pena.
Volevo vedere la tundra (ed. Ideamontagna 288 pag.) non è quindi una biografia, ma il frutto di una scrittura quasi catartica, dell’atto di trasferire sulla carta emozioni ed esperienze al fine anche di dar loro permanenza attraverso la condivisione con gli altri.

Per motivi organizzativi è preferibile la prenotazione presso l’Ufficio Turistico 0437 544294 o contattando l’autrice. Si accede alla sala solo con Super Green Pass.

L’autrice

Nata nel 1964, nella Valbelluna, Antonella Giacomini ha da sempre frequentato l’ambiente Dolomitico dapprima come escursionista e poi come alpinista, dopo aver conosciuto e sposato il noto alpinista Manrico Dell’Agnola. Insieme a lui ha ripetuto molte delle vie classiche sulle più belle pareti Dolomitiche, per poi iniziare una ricca esperienza extraeuropea che l’ha portata in Asia (India, Pakistan, Thailandia, Oman), in Nord America (Stati Uniti, Canada, Alaska), in Sud America (Patagonia Argentina e Cilena, Messico, Perù, Venezuela, Repubblica Domenicana) Africa (Marocco, Tunisia, Egitto, Tanzania, Namibia) dove in alcuni casi ha portato a casa delle prime salite italiane e femminili. In particolare negli anni ’97 e ’98 ha coronato il sogno di organizzare e dirigere le prime due spedizioni alpinistico-esplorative italiane nella zona di Clyde River all’Isola di Baffin nell’Artico Canadese. E’ invece del 2000 l’esperienza che senza dubbio le ha cambiato la vita: la traversata con gli sci, in completa autonomia, di 600 km dalla costa est a quella ovest della Groenlandia lungo la linea di Nansen. Trenatadue giorni di terribile sofferenza dovuta al forte freddo, alle condizioni climatiche proibitive ed al poco cibo, che ha messo in ginocchio tutta la spedizione. Da qui ha inizio il suo interesse per le traversate che l’ha portata, alla fine del 2002, ad essere tra le poche donne, ed unica italiana, a compiere, da nord a sud, una traversata parziale dello Hielo Patagonico Sur.
Sempre nel 2002, dopo il diploma Isef, si laurea in Scienze motorie compiendo studi specifici sull’alimentazione in condizioni estreme (sforzo prolungato a basse temperature del tipo traversate polari) elaborando, in una tesi, alcune ipotesi di dieta bilanciata partendo proprio dalla sua esperienza personale.
Il suo amore per le terre dell’estremo nord l’ha portata ad interessarsi anche all’antropologia culturale riferita soprattutto alle popolazioni inuit, con le quali ha avuto la fortuna di vivere alcuni periodi.
Nel 2006 torna sullo Hielo Patagonico con una spedizione interamente femminile: altri 40 giorni su uno tra i ghiacciai più severi al mondo in balia delle bufere.
Dal 2008 la sua compagna di avventure diventa la friulana Daniela Facchinetti.
Nel giugno dello stesso anno attraversano integralmente il Vatnajökull, l’enorme ghiacciaio islandese famoso per le bizzarrie del suo vulcano attivo.
Nell’ agosto 2009 tentano insieme lo Hielo Patagonico in inverno e tornano anche a dicembre 2010 e gennaio 2011: questa volta non solo sci, ma anche bicicletta per percorrere la Carretera Austral e poi lo Hielo Patagonico dal ghiacciaio Chico. Nel marzo del 2013 attraversano il lago Bajkal ghiacciato.
Insegnante e giornalista-pubblicista, come freelance cura l’ufficio stampa di eventi sportivi e culturali, collabora con i quotidiani locali e con numerose riviste del settore montagna e viaggi. Insieme al marito Manrico Dell’Agnola testa il materiale alpinistico per alcune ditte e cura la stesura di cataloghi e altro materiale pubblicitario

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