
“L’accordo tra le parti sociali e l’azienda che è stato raggiunto ieri deve dare fiducia al nostro territorio, dimostrando che, con grande impegno e forza di volontà, è possibile trovare una soluzione anche alle situazioni complesse. Dobbiamo continuare a difendere le nostre realtà della manifattura, valorizzando l’alta professionalità dei dipendenti che, anche nel caso di Ideal Standard, hanno sempre messo in campo il proprio attaccamento allo stabilimento. Tra i risultati raggiunti nell’accordo, che io stesso ho voluto siglare, trovo particolarmente significativa la disponibilità dell’azienda nel cedere la fabbrica e il marchio Ceramica Dolomite che racchiude la storia di questo stabilimento e simboleggia la rinascita e la tenacia del bellunese dopo il Vajont. Adesso con il lavoro dell’advisor e il supporto del Mise e di Invitalia nel monitorare il processo di reindustrializzazione, si lavorerà intensamente per la ricerca di un acquirente”.
D’Incà, inoltre precisa: “Quella di Ideal Standard è una vicenda che seguo da anni, con un lungo e continuo confronto assieme ai lavoratori, ma anche con gli ex dipendenti e tutti coloro che hanno sempre avvertito un forte legame con il sito di Trichiana e con Ceramica Dolomite. C’è stato, quindi, un intenso lavoro di verifica della problematica che è stata sottoposta a livello governativo e nelle opportune sedi istituzionali”.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento ricorda come sia stato raggiunto un risultato frutto di una “trattiva lunga e complessa, su cui, come Governo e Movimento 5 Stelle, ci siamo fortemente impegnati. È stata particolarmente preziosa la sinergia con la Regione e i sindacati che hanno lavorato a lungo attraverso numerosi tavoli tecnici per trovare una soluzione”.
