La casa di produzione Haapar Film lancia un appello nel territorio: si cercano assistenti familiari disposte a raccontare il legame tra l’emigrazione storica e quella moderna.
Belluno, 31/03/2026 – C’è un filo rosso, invisibile ma d’acciaio, che lega le donne bellunesi che un secolo fa partivano per fare da balie nelle grandi città e le donne che oggi arrivano dall’Est Europa per prendersi cura dei nostri anziani. È il filo dell’emigrazione legata alla cura, un tema profondo e attualissimo che la casa di produzione feltrina Haapar Film ha deciso di esplorare nel suo nuovo progetto documentaristico.
Il documentario, diretto dal regista Alessandro Padovani (già noto per lavori radicati nel territorio come Movida e La Zima del Signor), nasce con l’ambizione di creare un parallelo storico. Grazie alla collaborazione con il Museo Etnografico di Feltre e il contributo scientifico dell’antropologa Daniela Perco, l’opera metterà a confronto il sacrificio delle balie del passato con la realtà quotidiana delle assistenti familiari odierne.
“L’idea è raccontare storie di donne che sono dovute emigrare,” spiegano dalla produzione, sottolineando come il prendersi cura degli altri sia spesso il motore di spostamenti geografici ed esistenziali dolorosi ma necessari.
La produzione, guidata da Marco Possiedi, è attualmente nella fase di ricerca dei volti e delle voci che animeranno il film. In particolare, si cercano:
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Assistenti familiari (badanti) straniere attualmente residenti e operanti nel Bellunese.
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Nello specifico, profili provenienti dall’Est Europa e dall’Ucraina.
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Donne che abbiano voglia di condividere il proprio percorso, le proprie fatiche e la propria umanità davanti alla macchina da presa.
Il progetto gode del prestigioso sostegno di SIAE e del Ministero della Cultura (MIM) nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, dedicato alla valorizzazione della creatività Under 35.
Come partecipare
Chiunque si riconosca in questo profilo o desideri segnalare una storia significativa può mettersi in contatto diretto con la produzione. È sufficiente inviare una mail indicando nome, cognome e un recapito telefonico al seguente indirizzo:
haaparfilm@gmail.com
Un’occasione per dare voce a chi spesso vive nell’ombra, trasformando una storia privata in una memoria collettiva per l’intero territorio bellunese.
