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Pista da bob di Cortina da “Riqualificare”. Le associazioni: una grande bugia

Pista bob YanQing Olympic Sliding Center – Pechino

Il 29 ottobre 2021 la Giunta regionale del Veneto, dopo l’esame di uno studio di fattibilità, sentito il Comune ampezzano e la Provincia di Belluno, ha preso la decisione di “riqualificare” la pista da bob Eugenio Monti.

Ecco la grande bugia – sostengono le associazioni Mountain Wilderness Italia, WWF Terre del Piave Belluno-Treviso, Italia Nostra Sez. di Belluno, Ecoistituto Del Veneto “Alex Langer”, Gruppo Promotore Parco del Cadore, Peraltrestrade Dolomiti – perché, date le caratteristiche tecniche attuali e lo stato in cui si trova ora, non basterà una “riqualificazione”.

“Per le Olimpiadi – prosegue la nota delle associazioni ambientaliste – la pista dovrebbe essere completamente rifatta e quindi non si utilizzerebbe un’infrastruttura esistente, come invece hanno dichiarato i proponenti nel Dossier di candidatura Milano – Cortina 2026.
La nuova pista costerà, secondo le ultime dichiarazioni, 61 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti gli oneri di gestione per almeno dieci anni, che la Regione Veneto si è impegnata a sostenere.
Il rischio concreto è che l’Italia ripeta l’errore fatto per Torino 2006: la pista da bob di Cesana è stata utilizzata solo in occasione delle Olimpiadi e subito dopo abbandonata in quanto economicamente non sostenibile. Anche allora gli ambientalisti avevano proposto di gareggiare nelle strutture preesistenti della vicina Albertville, ma non c’era stato niente da fare”.

Oggi, per Cortina, la situazione è identica.

Gli ambientalisti propongono che per le gare olimpiche si utilizzi l’impianto esistente di Innsbruck (con costi assai ridotti) evitando di investire milioni di euro in un’opera di cui non si sente la necessità. La montagna bellunese non ha bisogno di cattedrali nel deserto e lo stesso CIO ha espresso perplessità sul rifacimento della pista di Cortina.

“La pista da bob ‘Eugenio Monti’ potrebbe anzi essere conservata e valorizzata quale infrastruttura di interesse architettonico e storico, testimonianza delle Olimpiadi del 1956, all’interno di un’area rinaturalizzata con un progetto ad hoc. Fare una struttura nuova in quei luoghi, significherebbe cancellarne la traccia, perché la vecchia pista verrebbe smantellata. Anche i campi da tennis, tra l’altro, sarebbero molto probabilmente sacrificati.
Quante buone cose, e più socialmente utili, si potrebbero fare con quei 61 milioni? E quante aspettative attese da anni da questo territorio potrebbero venire finalmente soddisfatte? – Conclude la nota a firma delle associazioni ambientaliste Mountain Wilderness Italia, WWF Terre del Piave Belluno-Treviso, Italia Nostra Sez. di Belluno, Ecoistituto Del Veneto “Alex Langer”, Gruppo Promotore Parco del Cadore, Peraltrestrade Dolomiti -.

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