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Stato di agitazione della Polizia penitenziaria del carcere di Belluno. De Carlo: “Protesta fondata, servono risposte”

Le sigle sindacali CISL FNS, FSA CNPP, cGIL FP PP, SAPPE, USPP ed OSAPP,  proclamano lo stato di agitazione del personale di Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Belluno, riservandosi di intraprendere azioni di protesta onde rivendicare i propri diritti.

L’iniziativa è dettata dalle seguenti motivazioni:

1- Mancata chiusura della sezione Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, prevista
dalla delibera della Giunta Regionale del Veneto n 739 del 11 giugno 2019, la quale
prevedeva lo spostamento della sezione psichiatrica in altra sede del Veneto, sia per una
forte carenza strutturale, sia per una grave mancanza di risorse da parte della Ulss 1 Dolomiti. Nel territorio bellunese vi è un’importante carenza di medici psichiatri e alla Casa Circondariale di Belluno presta servizio uno psichiatra in libera professione.
Si denuncia altresì che l’incapacità gestionale di tali pazienti, comporta numerosi eventi
critici i quali mettono a repentagli l’incolumità psicofisica del personale di Polizia
Penitenziaria, di tutte le figure che operano all’interno della sezione e dei “pazienti detenuti” stessi. L’ultimo spiacevole episodio, capitato qualche settimana fa è sfociato nell’aggressione ai danni di un medico di continuità assistenziale, il quale ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

2- Carenza di personale cronica, la quale poteva essere mitigata con le nuove assunzioni a
livello nazionale, le quali però sono state assegnate ad altre sedi. Si denuncia una forte
sollecitazione psicofisica ai danni dei poliziotti penitenziari in servizio presso la Casa
Circondariale di Belluno, i quali si sobbarcano quotidianamente turni massacranti ricoprendo più posti di servizio ed una quantità di ore di straordinario assolutamente anormale.
ll rammarico più grande delle Organizzazioni sindacali, è la sottovalutazione del problema da parte del nuovo Provveditore del Triveneto, insediatosi a Padova nel mese di marzo, il quale ha potuto tastare con mano la situazione bellunese nell’occasione delle due visite effettuate, senza però incontrare il personale e tantomeno le sigle sindacali.

Belluno, 27 luglio 2021
MORRIELLO Giordano FSA CNPP
BASCHIERA Luisa CGIL FP PP
GARRISI Luca SAPPE
ONGARO Giuseppe OSAPP
FALLETTA Pietro USPP
DA RE Roberto Cisl FNS

Senatore De Carlo: “Chiesto un incontro al nuovo Provveditore. Protesta fondata, servono risposte”

“Ho già chiesto un incontro al nuovo Provveditore delle carceri del Triveneto, dopo che il suo predecessore Enrico Sbriglia mi aveva rassicurato sulla risoluzione in tempi brevi dell’articolazione per la tutela della salute mentale: quella di Baldenich è una situazione pericolosa che si trascina da troppi anni e che ha bisogno ora di giungere a conclusione”: il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo commenta così lo stato di agitazione proclamato dagli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Belluno.

“Da anni denunciamo una situazione insostenibile sia dal punto di vista dell’organico che della sicurezza del carcere bellunese”, ricorda De Carlo “ma ad oggi non si è ancora visto niente, mentre sono frequenti le notizie di aggressioni ai danni degli agenti e del personale che a vario titolo operano nel carcere. È fondamentale che il trasferimento dell’articolazione per la tutela della salute mentale a Padova venga avviata e conclusa in breve tempo, così come promesso ormai tre anni fa. Non va poi sottovalutato il carico psicofisico che a causa di questa situazione e dei problemi di organico si abbatte sui lavoratori con evidenti e pesanti disagi: il numero degli agenti in servizio è inferiore di circa il 20% rispetto a quello necessario per far funzionare una struttura come quella di Belluno, una carenza di personale irrisolta da anni e che, come dimostra lo stato di agitazione proclamato oggi e l’annuncio di possibili azioni di protesta, per gli agenti della Polizia Penitenziaria non è più tollerabile”.

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