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Automobile Club Belluno, un ritorno al passato. Cuomo: “Più servizi all’automobilista. L’immobile restaurato tornerà ad essere patrimonio della città”

E’ un po’ un ritorno al passato glorioso quello che si prospetta per l’Automobile Club di Belluno, l’ufficio al primo piano dello storico palazzo neoclassico Cappellari della Colomba, eretto nel 1835 su progetto dall’architetto feltrino Giuseppe Segusini a cui si deve la scala in pietra che conduce al secondo piano, già sede del Pubblico Registro Automobilistico e negli anni ’60 anche sede del Circolo Manin.

Un passato che per l’Aci Belluno ha inizio con la sua costituzione, nel 1927, sulla scia del Pubblico Registro Automobilistico affidato all’Aci Italia con Regio decreto per la tenuta del registro dei veicoli. In tempi più recenti, l’Automobile Club Belluno ha attraversato due periodi in cui diede prova di grande flessibilità ed efficienza. Il primo durante l’emergenza post Vajont nel 1963, quando gli venne affidato dalla Prefettura la logistica dei trasporti, la consegna dei telegrammi di Stato e il censimento dei veicoli distrutti della tragedia che causò duemila morti. Dal 10 al 25 ottobre del 1963 vennero effettuati 1.214 viaggi con oltre 54mila persone trasportate. L’altra punta di eccellenza l’Aci Belluno la toccò negli anni ’70 – ’80 del secolo scorso, quando l’Ufficio Assistenza Automobilistica vantava il primato provinciale di Agenzia automobilistica leader di mercato. Poi all’inizio degli anni ’90, a causa di scelte miopi dettate da Roma, venne completamente dismesso il settore delle pratiche automobilistiche.

Ma oggi, mentre sono in corso i lavori di restauro della storica sede, come vanno le cose? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Cuomo, direttore dell’Automobile Club Verona e dall’ottobre 2020 direttore ad interim dell’Automobile Club Belluno.

Riccardo Cuomo

“Abbiamo incontrato delle criticità nei lavori di restauro. Comunque – assicura Cuomo – contiamo di terminare nel giro di un anno, così da restituire dignità e prestigio al palazzo. Oltre che riportare in sede il Pra e la Sara. Il Pubblico Registro Automobilistico, infatti, tornerà nella sua vecchia sede di piazza Martiri al secondo piano. E riporteremo nel palazzo anche gli uffici della Sara Assicurazioni, compagnia assicuratrice ufficiale dell’Aci. L’ultimo piano, invece, sarà completamente restaurato e diventerà agibile. E lì verrà allestita una nuova sala riunioni servita da ascensore, dove si potranno ospitare convegni. Facciamo in modo, insomma, che questo immobile ritorni ad essere patrimonio fruibile della città.”

E per l’Automobile Club Belluno che progetti ha?
“Abbiamo innanzitutto ripristinato il servizio delle pratiche automobilistiche. Qui si possono già fare i passaggi di proprietà come in passato. Oltre ai consueti servizi, bollo auto, ufficio sportivo, rinnovo patenti e soci Aci”. L’obbiettivo è quello di creare un polo di riferimento per l’automobilista, dove può trovare tutta l’assistenza di cui necessita”.

Quanto personale ha in forza l’Aci Belluno?
“Attualmente abbiamo tre dipendenti della Acigest srl di Verona, società partecipata dell’Automobile Club Verona di cui l’Automobile Club Belluno ha acquisito delle quote. E stiamo attendendo l’esito di un concorso per un posto a tempo indeterminato”.

Come ha trovato l’ufficio da quando è stato designato alla direzione?
“Era un ufficio che aveva bisogno di una spinta dal punto di vista commerciale. Quindi abbiamo cercato di potenziare i servizi alla città. Con il ripristino sopra accennato delle pratiche automobilistiche, l’adeguamento tecnologico con creazione di un database aggiornato e l’implementazione degli orari al pubblico”.

Anche il consiglio direttivo a presidenza Lucio De Mori ha avuto delle criticità di recente. Ci sono state le dimissioni del consigliere Luigino Marchetti e del revisore dei conti Lucio Mornico. Ora com’è la situazione?
“Criticità risolte. A Marchetti è subentrato Michele Nenz e a Mornico il commercialista Michele Genovese”.

Senta dottor Cuomo, mi faccia concludere con una battuta irriverente. Una ventina d’anni fa è transitato al suo posto un direttore che secondo voci di popolo era nipote del numero uno della gerarchia dell’Ente. Lei è nipote di qualche pezzo grosso dell’Aci?
“So del gossip a cui si riferisce. Ma le assicuro che non è vero. Non sono nipote di nessun pezzo grosso dell’Aci”.

Roberto De Nart

 

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