
«La Zes, zona economica speciale, è da sempre uno dei nostri cavalli di battaglia, convinti che possa essere uno strumento in grado di contrastare lo spopolamento, dare una mano allo sviluppo dell’economia, e rappresentare un primo provvedimento concreto per la montagna e le imprese che vi operano. Pertanto il nostro appoggio all’iniziativa legislativa del senatore Saviane è pieno e convinto». È il commento di Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Belluno, a seguito di un incontro in videoconferenza con Paolo Saviane, a tema Zes. Il senatore della Lega infatti ha presentato di recente un disegno di legge per realizzare una Zona economica speciale che ricomprenda anche il Bellunese.
Tutto condivisibile, tutto auspicabile, intendiamoci, peccato però, che in Parlamento giaccia senza vita un analogo disegno di legge di istituzione di una zona economica speciale (ZES) nelle aree territoriali della Lombardia confinanti con la Svizzera, datato 29 novembre 2019 (Atto Senato n. 279 XVIII Legislatura) assegnato, ma di cui non è ancora iniziato l’esame.
Perché Belluno sì e i territori lombardi no? Evidentemente si tratta della solita ginnastica politica attraverso ddl che poi non vengono nemmeno calendarizzati, tanto meno approvati. Perché se dovesse passarne uno, tutti i territori di confine, a ragione, chiederebbero i medesimi benefici. E non sembra che lo Stato sia nelle condizioni economiche ottimali per largheggiare con le agevolazioni fiscali.
«Si tratta di una proposta che da sempre è nelle idee di Confartigianato – prosegue Scarzanella -. L’avevamo condivisa con le altre categorie economiche, presentandola anche alla Camera di Commercio. Per cui lo strumento del disegno di legge portato avanti dal senatore Saviane ha sicuramente il nostro appoggio. Glielo abbiamo confermato anche in una recente videoconferenza».
Ma in Parlamento non basta l’appoggio delle categorie, servono i voti. E Belluno, anche con il numero record di parlamentari che abbiamo in questa legislatura, sappiamo che è poco rappresentata.
Confartigianato ricorda che la Zona economica speciale consente semplificazioni fiscali e burocratiche, costituendo – di fatto – un tassello del differenziale montagna che serve a un territorio frastagliato e complesso. «La nostra montagna paga uno spopolamento demografico che si traduce in impoverimento sociale e imprenditoriale. La presenza e la permanenza delle imprese è fondamentale per garantire servizi e presidi, soprattutto alle terre alte – spiega la presidente Scarzanella -. E in questo senso, le piccole e medie imprese artigiane sono un valore aggiunto, fatto di persone, prima ancora che di realtà produttive. Credo che questa sia l’occasione giusta. Lancio l’appello all’unità di intenti, per costruire insieme questa Zes».
