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Maria Roveran, da Ponte nelle Alpi alla vetta della cinematografia internazionale

Sembra una favola ma invece è una storia vera che spesso racconto ai miei studenti. Ho conosciuto Maria a Favaro Veneto, dove la Municipalità mi aveva chiesto di strutturare un laboratorio teatrale di integrazione sociale, per aiutare tanti giovani che arrivavano da famiglie disagiate. Forte di un’esperienza molto simile a Ponte Nelle Alpi, ho iniziato a lavorare in questa piccola cittadina, alle porte di Venezia, insieme a una persona eccezionale, Huber Massaro, che mi parlò di questa ragazza esaltandone le doti e il talento.

Dopo un provino, compresi subito che Maria oltre il talento, viveva un periodo difficile della sua vita, non stava bene con se stessa e si vedeva chiaramente che la recitazione l’aiutava a relazionarsi meglio con gli altri. Le proposi subito di venire a Ponte nelle Alpi a lavorare con il mio gruppo teatrale “Gli ultimi” come ballerina all’interno di un musical che avevo scritto e diretto. Dopo un periodo di lavoro insieme, quasi casualmente decise di fare domanda per entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ricordo ancora come fosse ieri, dopo una cena insieme in Slovenia mentre tornavamo in macchina a Trieste, dove studiava fisica all’Università, mi disse con tutte le sue forze che voleva provarci. C’è gente che lavora un anno per preparare il provino, anche perché la selezione è durissima e solo pochissimi riescono ad entrare, lei invece ha studiato neanche un mese venendo spesso al Cavallino, dove ero in vacanza con la famiglia, a farmi vedere i suoi progressi.

Quando le comunicarono che l’avevano presa, disperata mi chiese di chiamare suo padre per tranquillizzarlo visto che non gli aveva detto niente pensando di non riuscire a superare il concorso. Poi solo un continuo crescendo: dopo il primo anno al Centro Sperimentale ha vinto una borsa di studio per continuare gli studi a Shanghai. Finita la scuola è stata scelta come protagonista per il film “Piccola Patria”, che è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e da quel momento non si è più fermata: teatro, cinema, musica, esperienze importanti, stressanti, ma che ti danno moltissimo». Ecco quindi “La foresta di ghiaccio” di Claudio Noce, a fianco di Emir Kusturica, “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni e, a teatro, “L’opera da tre soldi” di Brecht al Piccolo di Milano. E infine, l’abbiamo vista, in questi giorni, nei panni di suor Caterina su RAI1 e su RAI5 con Mamma+Mamma di Karole Di Tommaso. Manco a dirlo il film su RAI 1 è stato quello più visto e ha battuto tutti la concorrenza. In fondo è proprio vero: la vita di ogni uomo è una favola scritta da Dio Massimo Ferigutti

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