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martedì, Agosto 3, 2021
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Il lockdown fa aumentare le vendite ai gadget erotici

Emergenza sanitaria, lockdown, restrizioni, con zone gialle, arancioni e rosse. Da più di un anno oramai l’Italia, come molti altri Paesi al mondo, è alle prese con una pandemia che costretto centinaia di milioni di persone a cambiare abitudini e stili di vita. Anche il commercio, che ubbidisce alle ferree regole della domanda e dell’offerta, si è adeguato a questa nuova realtà, orientando la propria produzione ai settori maggiormente richiesti.

A trarre maggiormente vantaggio da questa situazione, con le continue restrizioni in casa, è stato il commercio on line con la consegna a domicilio. Uno dei settori che ha registrato un forte incremento è stato quello delle vendite on line di gadget erotici, sex toys, plug anali e altro. I dati statistici rivelano performance di vendita pari a tre volte quelli registrati nel periodo pre-pandemia. L’isolamento forzato in casa, insomma, ha stimolato la curiosità e il desiderio di provare nuove esperienze nel mondo dell’erotismo.

La stressa cosa è successa in vari Paesi. Ad esempio in Nuova Zelanda dove i grandi rivenditori di sex toys, come Easytoy hanno dichiarato un aumento del fatturato del 300% grazie anche alla particolare collocazione fiscale del settore, che è inserito tra i beni essenziali, e consente così al personale addetto di continuare a lavorare in regime di smart working. Analogo fenomeno è successo in Australia e in Gran Bretagna, dove le vendite nel mercato dell’erotismo sono più che raddoppiate. Il Financial Times parla di un boom del 27% in Gran Bretagna e di un’impennata dell’87% in Germania, a Berlino, dopo l’entrata in vigore delle restrizioni con le chiusure dei locali pubblici. E tuttavia, questa chiamata generale al sesso in casa, secondo gli esperti non sarà d’aiuto all’incremento delle nascite di cui la vecchia Europa avrebbe tanto bisogno. La paura innescata dal coronavirus, sempre secondo gli esperti, scatenerebbe un flusso di adrenalina, con una conseguente scarica di dopamina, che fa aumentare il desiderio e la libido.

Questa forte domanda, come accade in tutti i settori merceologici, ha spinto in alto i prezzi al consumo, con aumenti dei prodotti del settore di quasi il 22%. Ad aumentare di più nel corso di questa pandemia sono stati i prezzi dei vibratori, che hanno segnato un +36,5%, seguiti dai dildo +24,5%, e poi dai preservativi +22,1%. Infine gli articoli per la pianificazione familiare +20,2%, lubrificanti +17,2% e sex toys per uomini, che hanno evidenziato l’aumento più basso nella categoria, ma pur sempre un +9,5%. Un trend costante, che prosegue anche in questi primi mesi del 2021 e che conferma che l’industria del sesso è certamente quella che non ha patito la recessione in questa pandemia, come gli altri comparti del commercio, e dell’industria.

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