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lunedì, Maggio 17, 2021
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Avvicendamento prefetto. De Carlo e Osnato: “Belluno piazzola di scambio”

“Se da un lato, il cambio della guardia alla Prefettura di Belluno dopo nemmeno quattro mesi non dovrebbe stupire, visto lo spessore e l’esperienza del prefetto Sergio Bracco, dall’altro non possiamo sottolineare come ancora una volta Belluno sia trattata come una piazzola di scambio dalle istituzioni. Non dimentichiamo infatti che anche il precedente prefetto, la dottoressa Adriana Cogode, era rimasto in città poco più di un anno”.

Luca De Carlo, senatore

Marco Osnato, deputato

Luca De Carlo e Marco Osnato, rispettivamente senatore e deputato di Fratelli d’Italia, commentano così l’annuncio della partenza di Sergio Bracco per Roma, dopo essere entrato in carica appena lo scorso 30 dicembre.

Sono passati quindi poco più di 100 giorni – 105 giorni oggi – dal suo ingresso a Palazzo dei Rettori: “È uno degli incarichi più brevi per la Prefettura di Belluno: solo sette prefetti nella storia, dal 1866 ad oggi, sono rimasti in carica per un tempo minore”, sottolineano ancora i due rappresentanti di Fratelli d’Italia.

“È accaduto nei mesi dopo l’8 settembre ’43, a fine dell’800 e nel 1916. Perfino durante l’occupazione austroungarica della città di Belluno, tra il 1917 e il 1918, i due prefetti che si sono alternati hanno avuto incarichi più lunghi”.
“Qualche settimana fa, avevamo avuto l’occasione di incontrare il prefetto Bracco in Prefettura e di sottoporgli dubbi e preoccupazioni sulla situazione economica, sociale ed infrastrutturale della nostra provincia”, ricordano De Carlo e Osnato. “Abbiamo avuto subito l’impressione di un uomo dello Stato, una persona preparata e disponibile ed un interlocutore attento. Visto il passato e l’esperienza da Questore di Milano, era certo il salto di carriera, e non possiamo quindi far altro che complimentarci per il nuovo incarico di Capo della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella capitale. Spiace però rilevare come in un momento tanto delicato per la provincia di Belluno, che guarda alle Olimpiadi di Cortina 2026 ma che già oggi deve scontrarsi con le nuove difficoltà economiche scatenate dalla pandemia e con il peggiorare di annose crisi aziendali come quella di ACC e Ideal Standard, non venga garantita stabilità e continuità alla rappresentanza dello Stato sul territorio”.

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