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Autotrasportatori e partite iva senza diritto al pranzo. De Carlo: “Consentire a ristoratori di realtà montane di servire loro un pasto”

“Trovo assurdo che ci siano intere categorie di lavoratori che, come autotrasportatori e operai, non hanno il diritto a un pasto caldo solo perché la propria ditta non ha una convenzione con i ristoranti della zona o addirittura perché, nel caso di partite IVA e liberi professionisti, non è concesso loro di sottoscrivere questo tipo di contratti. Il Governo tenga conto che non ci sono solo le grandi città con le catene di ristoranti o le autostrade con gli autogrill: la nostra nazione è fatta anche da tanti piccoli paesi che nelle aree montane e periferiche possono lavorare in sicurezza, e magari sono l’unico presidio aperto nel raggio di chilometri dove poter mangiare qualcosa”.

Il senatore Luca De Carlo denuncia l’ennesima stortura dei provvedimenti governativi, che vanno ancora una volta a penalizzare i lavoratori, sia della ristorazione che degli altri settori.
Lo sfogo di De Carlo nasce dalla segnalazione giunta da una ristoratrice del Comelico che pochi giorni fa si è trovata costretta, proprio per le norme in vigore, a dire di no ad alcuni operai che chiedevano di poter pranzare nel suo locale: “Pensiamo agli operai di piccole aziende che vengono da fuori provincia, o agli autotrasportatori di passaggio che percorrono centinaia di chilometri e si trovano per caso in una data zona: come si fa a chiedere loro di avere un contratto di servizio mensa proprio con il ristorante di quel paese? Perché devono avere meno diritti di chi svolge il loro stesso lavoro, ma ha questo rapporto “istituzionalizzato” con il ristoratore? Perché, ancora, il diritto di avere questo contratto non viene concesso alle migliaia di piccole partite IVA e liberi professionisti che in questo momento di crisi faticano a lavorare e raccolgono incarichi dove possono?”, sbotta De Carlo. “Diamo anche a tutti loro la possibilità di mangiare qualcosa, al termine di una mattinata di lavoro”.

De Carlo punta quindi il dito contro il Governo “che ancora una volta dimostra di non conoscere la realtà della montagna e della periferia, promuovendo DPCM e normative che pensano solo ai grandi centri e alle grosse catene, ignorando le migliaia di piccoli paesi e le loro tantissime attività a conduzione familiare. Fratelli d’Italia è da sempre contraria alla chiusura delle attività ristorative a pranzo, dopo tutti gli investimenti che gli imprenditori sono stati costretti ad affrontare per mettere in sicurezza i propri locali; chiediamo ancora quindi responsabilmente di cambiare i provvedimenti in vigore, non solo a beneficio dei ristoratori, ma anche e soprattutto di tutti qui lavoratori, professionisti e autotrasportatori che in viaggio per lavoro hanno diritto a consumare un pranzo caldo in sicurezza in un ristorante e a non dover mangiare un panino in auto o nel camion”.

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