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Canoni idrici. Bond: «Devono restare sul territorio e poter essere utilizzati senza restrizioni anche per superare il difficile momento storico»

Dario Bond

«Il Covid e la chiusura prolungata degli impianti di risalita stanno mettendo in risalto tutte le criticità delle terre alte. Siamo di fronte al rischio di una crisi senza eguali, economica ma anche sociale. Servono quindi misure straordinarie, come l’allargamento dei campi di utilizzo dei canoni idrici, oltre all’istituzione di risorse speciali dedicate ai territori delle tre province interamente montane».

È quanto afferma il deputato di Forza Italia Dario Bond.

«In questi anni abbiamo visto una galoppante crisi demografica in montagna. I dati relativi al Bellunese sono drammatici. Ma anche Sondrio e Verbania soffrono le stesse difficoltà, la mancanza di servizi, la scarsa cura delle strade, problemi di frane e dissesti… Non è una questione di montagna, perché Trento e Bolzano stanno crescendo sia a livello di popolazione sia a livello economico. È ancora una volta una questione di risorse, di cui la montagna a statuto ordinario è priva».

«Le uniche risorse che rimangono sono quelle dei canoni idrici, che la Provincia di Belluno ha a disposizione dal 2006 e che dal 2012 possono essere utilizzati in minima parte anche per interventi che escono dalla diretta funzione della difesa del suolo» prosegue Dario Bond. «Questi fondi – che a Sondrio da anni hanno una funzione di sviluppo a 360 gradi del territorio e che recentemente hanno salvato Verbania dal dissesto – devono essere il vero volano della provincia di Belluno: è necessario che vengano gestiti sul territorio, che rimangano in capo alle Provincia perché rappresentano la prima vera forma di autonomia, e che possano essere allargati nel loro utilizzo. E poi è necessario che vengano rinforzati con un capitolo aggiuntivo e strutturale da parte dello Stato. Penso ad esempio a fondi dedicati alla viabilità provinciale e di montagna. È importante garantire forme di sviluppo per i territori oggi svantaggiati, almeno nelle possibilità concesse dalla legge Delrio che stabilisce forme particolari di differenziazione per le tre Province interamente montane».

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