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Daniele Franco e Federico D’Incà, due ministri bellunesi nel nuovo governo Draghi. Il commento di Bond, Padrin e De Carlo

«Dalla squadra di ministri del governo Draghi avremo un’occasione unica per il territorio bellunese. Due figure di spicco che possono dare una mano a superare la crisi e rilanciare la montagna».

Così in una nota il deputato di Forza Italia Dario Bond.

«Nei giorni scorsi avevo lanciato l’appello per la creazione di un ministro per la montagna. Devo dire che sono soddisfatto, perché avremo due ministri bellunesi, ben consapevoli dei problemi della montagna. Congratulazioni vivissime a Federico D’Incà per la riconferma. E anche a Daniele Franco per la nomina all’Economia, un ministero particolarmente importante in questo momento storico. Auguro loro buon lavoro. Da parte mia, massima disponibilità a lavorare insieme per il futuro della terra bellunese».

Roberto Padrin – Presidente della Provincia

«La lista dei ministri del nuovo esecutivo Draghi apre prospettive quanto mai allettanti per il nostro territorio. È la prima volta nella storia della Repubblica che la provincia di Belluno può esprimere due ministri. È un’occasione unica per agganciare il rilancio post Covid e anche per programmare il futuro della montagna a lungo raggio».

Così in una nota il presidente della Provincia Roberto Padrin.

«Esprimo grande soddisfazione per la conferma a ministro di Federico D’Incà, con cui abbiamo iniziato un percorso di condivisione delle politiche territoriali che ci ha permesso di affrontare in maniera concreta diverse problematiche recenti e annose. Con lui potremo proseguire su questa strada. Sono molto contento anche della nomina di Daniele Franco, una figura di altissimo profilo, che in passato ha già ricoperto incarichi di prestigio; il ministero dell’economia, in un momento così delicato, rappresenta una sfida che sicuramente saprà condurre con autorevolezza. Per noi avere due ministri che conoscono il territorio, le sue peculiarità, le criticità, ma anche i punti di forza del Bellunese è un vantaggio. La provincia di Belluno spesso ha pagato la perifericità e la distanza dai centri decisionali. Oggi invece guardiamo con rinnovato ottimismo al futuro, forti del nostro orgoglio montano e della forza delle nostre imprese, per superare anche questa crisi. Buon lavoro ai ministri D’Incà e Franco. E buon lavoro a tutto il governo Draghi».

Luca De Carlo, senatore  

“La lista dei ministri del Governo Draghi dice due cose: questo non è un governo tecnico, ma fortemente politico, e non può certo essere definito “dei migliori”. L’unica nota positiva per ora, in attesa di vederli chi di nuovo e chi per la prima volta all’opera, è la nomina di due ministri bellunesi, Federico D’Incà e Daniele Franco: questo deve però portare ad un netto cambio di passo per la provincia di Belluno”.

Il senatore di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore Luca De Carlo commenta così la formazione del nuovo governo a guida Mario Draghi.

“In questo esecutivo, i tecnici hanno un ruolo marginale, mentre da questo compromesso sono riemersi ministri politici del governo uscente e rispolverati anche esponenti dell’ultimo governo Berlusconi”, sottolinea De Carlo. “Avevamo ragione come FdI a sostenere che questa operazione si sarebbe rivelata un grande inciucio: si è infatti rivelato alla fine un Conte Ter, semplicemente con un altro protagonista nel ruolo di premier e con l’ex presidente del consiglio fuori dai giochi. Stasera rimangono quindi le stesse perplessità: come potrà un governo così eterogeneo affrontare con forza e convinzione le tante sfide che aspettano la nazione? Come riusciranno a convivere le anime giustizialiste dei 5 Stelle con quelle garantiste di Forza Italia? In tutto questo, spero che i nostri ministri possano far valere le ragioni della montagna in questo governo; la carta d’identità non porta nulla al territorio, bisogna lavorare duramente per portare al bellunese i risultati di cui ha urgente bisogno”.
De Carlo sottolinea infine la coerenza di Fratelli d’Italia: “Abbiamo sempre detto che con le dimissioni dell’ex premier Conte l’unica strada era quella del voto. Si è scelto di non ascoltare il pensiero degli italiani e di puntare un governo politico nato già vecchio. Noi resteremo fieramente all’opposizione, lavorando come abbiamo sempre fatto per aiutare gli italiani ad uscire dal drammatico momento che stiamo attraversando”.

 

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