13.9 C
Belluno
venerdì, Settembre 24, 2021
Home Cronaca/Politica Crac Banche. Per i truffati si torna al 30% già approvato nel...

Crac Banche. Per i truffati si torna al 30% già approvato nel 2018. L’elemosina di stato sarà erogata nel 2021 (seconda parte)

Perché non sono stati erogati 1 miliardo e 50 milioni disponibili e sul 30% (alias il 100%) previsto nel 2021 c’è più di qualche dubbio.

Come noto, gli stanziamenti programmati nel 2018, recavano una dotazione nel triennio 2019-2021, per un importo in ciascun anno di 525 milioni ad esercizio; la somma complessiva a disposizione del MEF era di ben 1miliardo e 575 milioni. Vediamo un po’ come è andata.

Il primo anno, ovvero il 2019, non c’è alcun impegno né alcuna liquidazione pro-truffati, unicamente la quota annuale pro-Consap ed un minimo costo dovuto all’entrata in scena della Commissione che ha operato per qualche mese.
La ragione è molto semplice, fino ad oltre metà agosto il tempo è stato occupato dalla “produzione” di atti di rango governativo e dal 22 agosto fino al 18 giugno 2020, dall’inoltro delle domande di risarcimento.
Un check-in dello stato dell’arte era richiesto, a norma di legge, al Ministro dell’Economia entro il 30 settembre 2019. Le Camere avrebbero dovuto essere rese edotte, sul numero dei risparmiatori indennizzati, sulle risorse in dotazione al FIR, quelle accertate e quelle disponibili per l’eventuale incremento dell’indennizzo ed infine il numero stimato dei richiedenti. L’aumento del 30% poteva (avrebbe potuto) essere disposto qualora fosse stato fatto un piano di riparto e le somme erogate inferiori alla previsione della spesa votata in bilancio. Ultima, ma non meno importante, la comunicazione inerente “l’ammontare delle risorse destinate al FIR, conseguentemente iscritte nel bilancio di previsione 2020”.
Di fronte al vuoto pneumatico, in assenza delle informazioni stabilite nell’apposito decreto verso la Direzione Generale del Tesoro, questa ne avrà tratto le debite conseguenze ed avrà provveduto a confermare la previsione di spesa per il 2020 nei termini di legge, stralciando il quantum del 2019 per mancato utilizzo dei fondi, tranne le spese fisse del tandem Commissione/Consap. In via prudenziale, avrà previsto -verosimilmente- per il 2020 una modesta cifra per eventuali rimborsi prevedibili in quantità ridotte, come accaduto.

Un forte sollecito al Ministro in carica a chi poteva interessare? Non certo ai partiti. Né ai 5 stelle né alla Lega che avevano avuto in gestione la legge per gran parte dell’anno, né al PD e a Italia Viva appena rientrati nella stanza dei bottoni, né alle forze di opposizione poiché, probabilmente, non si ricordavano dell’esistenza di quest’obbligo in capo all’esecutivo che -come noto- essendo appena stato varato in data 5 settembre; aveva sicuramente “altro da fare”. Planando alla base, le rappresentanze “sociali e no-profit”, nel 2019 erano occupate a: organizzare incontri e convegni per spiegare ai truffati come fare le domande in rete, collaborare con Consap per migliorare il software e qualcheduna più di altre, esempio Federconsumatori, a chiedere continui differimenti del termine finale. Che così operando, potesse conseguire una probabilità di perdere le disponibilità in essere, non rientrava nelle loro valutazioni né tantomeno in azioni dimostrative di forte richiamo per i media.
Il 2020, appena terminato, riprende sulla stessa frequenza d’onda. La prima metà dell’anno è trascorsa per l’inserimento del 12% poi, fin oltre la metà di giugno tutti lì a spingere la macchina organizzativa per inoltrare domande di accesso al FIR. Messosi all’opera l’assurdo meccanismo partorito dai cinque stelle, l’output finale sono 3.300 bonifici (2,28% delle domande processate), un impegno di spesa di 4,6 milioni di euro con la scoperta (oibò) che i dati economici tra la Commissione ed il Mef differiscono alquanto, come ha evidenziato  l’On.le A. Villarosa. Per memoria, quanto rimasto della 205 dopo aver liquidato i lodi ACF è servito all’occorrenza dell’erogabile; tutto quindi regolare. Così, per il secondo anno consecutivo, la somma dei 525 milioni annata 2020, non appaiono né vincolati, né liquidati agli aventi titolo (i truffati in carne ed ossa) e – facilmente – seguiranno la sorte degli omologhi dell’anno antecedente. Sommando i due esercizi evaporati, la cifra complessiva arriva a un miliardo e 50 milioni di euro, che non hanno trovato la porta per uscire dall’erario e depositarsi nei conti correnti dei “danneggiati dalle banche”. Va da sé che della questione, essendo una minuzia, ha destato soprattutto l’attenzione degli addetti alla contabilità dello Stato.
Un accenno fugace merita Consap spa, che incidendo nella disponibilità del FIR per 12 milioni e 500 mila €, appare in un report della Corte dei conti di giugno 2019 criticata proprio per la gestione dei “rapporti dormienti”. Nella loro analisi i giudici si chiedono, come mai in un contesto sempre più caratterizzato dalla necessità di contenimento della spesa pubblica, “il Mef non sia stato in grado di reperire personale competente nell’ambito della propria dotazione organica”, considerata la non elevata complessità delle funzioni affidate. Bella domanda, rimasta inevasa a tutt’oggi. Rimane l’assillo, perché il cittadino-contribuente deve pagare due volte e impiegati ministeriali e dipendenti della società in house, per distribuire soldi agli aventi diritto?

Ritornando all’attualità, il 2021 è l’ultimo esercizio del triennio con disponibilità pari ai soliti 525 milioni, dopodiché – in assenza – di ulteriori risorse da reperire ed eventuali proroghe delle funzioni del marchingegno attivato, game is over ovvero la partita termina. Su questo Mister Facebook avrà modo di esternare al più presto, i comuni mortali attenderanno di leggere le news in Gazzetta ma non quella titolata “dello Sport”. Facile constatare che ai ritmi di lavoro praticati l’anno scorso, è pressoché impossibile esaminare le restanti 141 mila domande con una unica commissione. La questione è stata affrontata recentemente dall’On.le P. Zanettin e dall’avv.to F. Cavallari, a luglio ed ottobre 2018 quando pareva che l’organismo deputato fosse ACF, strutturato con unico collegio giudicante, l’On.le M. Bitonci e questa testata avevano fornito qualche ipotesi di soluzione. Per gli aspetti formali, il 100% può essere concesso, fermo restando la “parità di trattamento dei soggetti istanti legittimati”. Ciò significa l’osservanza puntuale di tutti i parametri e criteri già fissati, ivi incluso quello di dare precedenza ai pagamenti di importo non superiore a 50.000 euro per l’erogazione degli indennizzi forfettari, che a sua volta potrebbe richiedere -per essere adempiuto – lo scrutinio di tutte le domande finora processate, di cui una parte saranno anche attenzionate dall’agenzia delle entrate alla luce dell’atteso decreto ministeriale.
In proposito, con il passaggio al Senato, la legge di bilancio vigente ha accresciuto gli atti esecutivi a cura dell’apparato da 93 a 176, gran parte in carico al MEF; come peraltro già successo in precedenza. In questo puzzle, cosa che finora la Commissione ha lodevolmente scansato, dovrà pure essere redatto un piano di riparto (chiesto dalla legge) da trasmettere alla competente Direzione Generale; così che il contante sia congruo rispetto alla quantità di bonifici da emettere a favore dei conti correnti dei truffati, a scanso di equivoci e soprese. Per altri aspetti, forse, dovranno essere altresì soddisfatte le condizionalità poste da Bruxelles per il monitoraggio della spesa corrente cui lo Stato italiano è obbligato. Il riparto potrà essere anche a cadenza semestrale, di conseguenza il numero dei bonifici e l’assorbimento sul capitolo saranno inferiori.
Difficile ritenere che un carico di lavoro per il quale occorrono minimo dieci anni, si possa fare in un anno nel quale – contemporaneamente e contestualmente- tutta la catena procedimentale articolata in diverse fasi, fili liscia e senza intoppi. Venendo poi ad una banale previsione, la somma incassata dai gabbati con l’anticipo del 12% è stata pari a circa 1.400 pro-capite; che nel caso venissero tutte accolte le restanti richieste salirebbe a circa 3.500 € pro-gabbato, magari aumentata di qualche centinaio di euro più saranno le domande cassate.
Lo sforzo del 100% ovvero il 30% fissato a fine 2018, consentirà al posto di una mancia disonorevole, l’elemosina di stato restando sospesi se e quando l’obolo sarà effettivamente pagato. Inutile ripetere -ancora una volta- le somme e le spese sostenute che andranno dedotte dal beneficio prossimo venturo. Alla fine della fiera, resteranno nette in tasca ai danneggiati dalle banche tra i 500 € ed i 1.000 € cadauno. Sul piano organizzativo-gestionale, sarà attestata in corpore vili (la massa dei truffati) la differenza tra una procedura snella (ACF) ed una a passo lento (Commissione/Consap), utile quale casework di analisi e studio per studenti universitari in facoltà giuridiche, economiche e sociali.
Questo è lo scenario prevedibile ed in questo può capitare che il Governo in carica duri o cada o sia rimpastato. Certo è che il clima attorno a questo argomento, non è più quello di tre anni or sono; tutto è molto più affievolito e propende per un progressivo ma, costante oblio. Del resto, i tre principali attori, che si sono confrontati tra di loro e con i problemi sollevati dal patatrac delle popolari, hanno avuto riscontri del tutto differenti. Si tenga sempre presente che il crac delle banche ha coinvolto più di 200 mila veneti e conteggiando anche i famigliari, significa una popolazione adulta di almeno mezzo milione di cittadini/votanti. Partiamo dal Partito Democratico, questi era convinto di aver fatto una cosa buona e giusta con la legge 205/2017. Per i noti motivi e proprio in Veneto ha infilato tre batoste elettorali una di seguito all’altra: 2018 spedito all’opposizione a livello nazionale, forte flessione alle Europee dell’anno dopo e discesa in picchiata alle regionali 2020. Oggi è con i 5 stelle al Governo, sull’argomento – come si suol dire – non può che essere “freddino”, giocando tuttalpiù di sponda. 5Stelle, exploit nel 2018, forte flessione alle europee, rimasto appiedato e senza rappresentanza politica alle regionali dell’anno scorso. Per fortuna che hanno l’On.le A. Villarosa, attivissimo nella propaganda nello sfruttare al massimo la “questione truffati”. Partito della Lega di Salvini, ottimo risultato alle nazionali, idem alle europee, strepitoso successo alle regionali; differentemente dai grillini, non ha pagato pegno neppure dopo il nulla di fatto essendo stato co-partner dell’esecutivo Conte 1 e nel caso di Matteo Salvini con l’infelice uscita assieme a Di Maio a febbraio 2019 in quel di Vicenza. Unico dettaglio sconosciuto è sapere quale posto occupi effettivamente nell’agenda del Capitano, questa vicenda e cosa è pronto a sacrificare per risolverla. Se si prende a paragone, ad esempio l’Autonomia Rafforzata per il Veneto, la risposta è presto detta: niente o poco più di niente. Forza Italia è, al di là di singole personalità, ininfluente sul tema; l’unica “novità” potrebbe essere Fratelli d’Italia in stretta relazione all’evento, se e quando, potranno esserci una nuova chiamata alle urne. Se questo accadrà alla scadenza naturale, l’argomento qui trattato avrà accumulato qualche quintale di polvere, un discreto numero di decessi data l’età media dei truffati ed i risarcimenti seguiranno il tran tran già oggi in scena con l’orrenda macchina perditempo, quasi ferma dopo 24 mesi.
Da ultimo, si segnala un video del Presidente Alfredo Belluco di Confedercontribuenti Veneto postato in Facebook da metà novembre scorso, visitabile da chiunque, nel quale egli apre una discussione sulle persone dell’avvocato Andrea Arman, il sacerdote Don Enrico Torta e sui concetti di usura e dei valori etici. Chi ha tempo, può ascoltarlo e poi come dice Maurizio Crozza parodiando Luca Zaia “ragionateci sopra”. (Seconda parte – Fine)

Enzo De Biasi

Share
- Advertisment -




Popolari

Infortuni sul lavoro in Veneto legati al covid: Verona la più colpita. Da inizio pandemia più di 14mila lavoratrici contagiate dal virus

I dati statistici dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre: il rischio di mortalità in Veneto continua ad essere tra i più bassi...

Recuperato nella notte un escursionista in Civetta

Val di Zoldo (BL), 24 - 09 - 21 Ieri sera attorno alle 20.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino della...

Domenica a Casale sul Sile la Festa per la Terra del coordinamento No maxi polo

Domenica 26 settembre 2021, al Parco delle Vecchie Pioppe di Casale sul Sile, si terrà la Festa per la Terra organizzata dal Coordinamento No...

Sabato il via al Giro del Veneto in 20 panini. La grande novità della 17ma edizione di Caseus Veneti

20 concorrenti provenienti da luoghi ed esperienze diversi, accomunati dalla grande professionalità, si sfideranno sabato 25 settembre per eleggere il panino più buono del...
Share