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Un miliardo per sgravi occupazionali al Sud, ma il “Decreto agosto” dimentica la montagna. Scarzanella: «Servono misure adeguate anche alle “terre alte”»

Claudia Scarzanella

«La montagna non deve essere dimenticata. Anche le “terre alte” hanno bisogno di strumenti necessari a contrastare lo spopolamento, nell’ottica di uno sviluppo omogeneo di tutto il territorio italiano, periferie e montagna comprese». Lo afferma la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella, nell’apprendere le misure contenute nel “Decreto agosto”. Misure che riguardano in particolar modo il Sud, con defiscalizzazioni importanti e agevolazioni per avviare l’occupazione nel Mezzogiorno.

«Si parla di oltre un miliardo di euro per gli sgravi occupazionali: cifre imponenti che guardano solo verso una parte del Paese – sottolinea la presidente Scarzanella -. Non è questione di sovranismi o campanilismi territoriali. È questione, semmai, di equità. Le “terre alte” restano escluse e non vengono neppure considerate. A due settimane dagli Stati Generali della Montagna ci saremmo aspettati ben altro. Avevamo sottolineato l’importanza delle imprese artigiane nei piccoli paesi e in quota, quali presidi del territorio ed erogatori di servizi per le comunità locali, tanto al Sud quanto al Nord, facendo emergere la necessità che il legislatore pensasse a misure di fiscalità di vantaggio affinché le aree montane diventino attrattive».

La presidente di Confartigianato Belluno, che è anche delegata dalla Confartigianato nazionale agli Stati Generali, sottolinea in particolare come servano strumenti adeguati a uno sviluppo omogeneo di tutto il territorio della Penisola. «Le misure a favore del Sud vanno sicuramente in questa direzione. Ma non si può dimenticare la montagna – prosegue Claudia Scarzanella -. Da parte nostra continueremo sulla strada tracciata. Tra i mezzi con cui può essere aiutata la nostra provincia c’è quello della Zes, la zona economica speciale, che abbiamo lanciato ancora un anno fa. Si tratterebbe di un aiuto importante, in grado di contrastare l’impoverimento del tessuto imprenditoriale e anche di richiamare nuove imprese da fuori. Eravamo convinti della bontà della proposta e continuiamo a esserlo; negli ultimi mesi anche altre associazioni di categoria bellunesi hanno sposato l’idea. Confidiamo che anche il Governo comprenda le necessità del nostro territorio e delle imprese di montagna».

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