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Montagna. Presentati gli emendamenti del Pd per ridurre il divario e potenziare aree interne e province montane nel dl Rilancio

Sono stati presentati dal gruppo del Partito democratico una serie di emendamenti alla legge di conversione del Decreto Rilancio per potenziare e sostenere il ‘differenziale montagna’.

«Si tratta in molti casi di interventi su cui da tempo con l’intergruppo parlamentare ‘montagna’ sollecitiamo il governo a ridurre il divario di investimenti tra aree sviluppate e zone marginali del Paese», spiega il deputato bellunese Roger De Menech.

Gli emendamenti prevedono interventi in campo ambientale, amministrativo ed economico tendenti a ridurre la burocrazia, stimolare la gestione bio-economica del patrimonio boschivo e la generazione di filiere locali, con ricadute locali, collegate ai beni della montagna: in primo luogo bacini idrici e foreste. In particolare si è chiesto di potenziare le politiche e le risorse nella strategia delle aree interne e nelle Province montane.

«Con il collega Enrico Borghi, con cui prosegue una lunga collaborazione su questi temi, abbiamo anche chiesto un ripensamento dei servizi fondamentali, tra cui l’istruzione e la salute, considerando le esperienze maturate in questi mesi», continua il deputato.

«Ora sarebbe importante che le richieste, non solo di attenzione, ma di interventi puntuali, venissero direttamente dai territori coinvolti, dalle Unioni montane, dalle Province Montane e dai Comuni delle aree interne. Se ci fosse un’alleanza tra territori montani a sostegno di un nuovo approccio alla spesa pubblica in grado di far capire come le risorse investite nella cosiddetta ‘periferia’ in realtà generano buone pratiche, servizi capillari e lavoro, probabilmente avremo maggiori possibilità di influenzare il legislatore e gli orientamenti dei governi».

A tal proposito, proprio in questi giorni l’Uncem, Unione dei Comuni e delle Comunità ed enti montani ha presentato al gruppo di esperti guidato da Vittorio Colao una scheda per completare la redazione del piano di ripresa. Il documento si intitola Montagna, Aree interne, piccoli Comuni, borghi da vivere e riprende esplicitamente la ‘Piattaforma Montagna’ che Uncem ha elaborato a marzo 2020, sintetizzando quanto portato agli Stati generali della Montagna il 30 gennaio con il Ministro Boccia. I piccoli Comuni non sono solo destinazione turistica, bensì luoghi dove vivere, lavorare e innovare. Ecco perché occorrono fiscalità peculiare, riduzione dei divari digitali, attuazione della legge 158. Nella scheda si ribadisce che la legge sui piccoli Comuni, la legge sulla green economy e il testo unico forestale vanno attuati pienamente a beneficio di tutto il Paese e sottolinea alcune proposte per migliorare la ‘Strategia per le aree interne e montane’.

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