Adesione piena delle associazioni agricole. La sanificazione di strade e marciapiedi del territorio provinciale può contare su una cinquantina di mezzi messi a disposizione da subito dal gioco di squadra di Confagricoltura, Coldiretti e Cia. Nel caso dovesse essere necessario, ci sono altre aziende agricole che hanno già dato disponibilità per ulteriori mezzi. Si tratta di trattori, barre irroratici e atomizzatori; vale a dire tutti gli strumenti solitamente usati per irrorare i campi di mais e i vigneti, che in questo caso avranno il compito di distribuire in diverse zone di passaggio una combinazione di acqua e ipoclorito di sodio (la comune varechina), in forma nebulizzata; quindi, senza dilavamento e conseguenze per scarichi e falde acquifere.
«Abbiamo mandato alla Provincia un primo elenco, approssimativo, ancora nei giorni scorsi – fa sapere Michele Nenz (Coldiretti Belluno) -. Inizialmente è stata considerata solo la Valbelluna, dove è presente la maggior parte delle aziende agricole. L’adesione è stata pressoché corale e abbiamo già consegnato una lista con oltre una trentina di mezzi. Ma basta chiamare e le aziende rispondono, per cui siamo pronti, nel caso dovesse servire, anche con altri mezzi. Al momento riusciamo a coprire in maniera capillare tutta la parte bassa della provincia. Per Cadore e Agordino, dove non sono presenti mezzi per le colture a seminativo come le barre irroratrici, siamo in grado di mandarle in tempi rapidi, quindi non ci saranno problemi in questo senso».
Anche da Cia e Confagricoltura l’adesione è stata massiccia. Gli agricoltori mettono a disposizione botti per il diserbo e trattori. Più di una decina di mezzi. «In un momento difficile è giusto che ognuno debba contribuire, come può – commentano Luca Cosul Cuffaro (Cia Belluno) e Diego Donazzolo (Confagricoltura Belluno) -. La Provincia si è rivolta a noi e ci ha dato fiducia e quindi abbiamo ritenuto di contribuire in maniera attiva con i nostri associati».
L’operazione di sanificazione partirà a tutti gli effetti nei prossimi giorni. La Provincia ha effettuato un primo esperimento venerdì scorso, a Limana. Per domani è in programma una riunione operativa per mettere a punto il programma di interventi, concordati con le Unioni Montane e i Comuni. La sanificazione sarà effettuata prediligendo le zone di maggior afflusso come piazze e marciapiedi di accesso a supermercati, negozi di generi alimentari, uffici postali e simili. Per l’invio dei mezzi agricoli, sarà predisposta una “scorta” con auto della Polizia Locale e con squadre della Protezione Civile. Per le aree più piccole, in cui è più semplice l’invio di personale a piedi con botte a tracolla (come ad esempio le piazzole ecologiche e i portici), i singoli Comuni potranno inviare personale proprio o in alternativa comunicare l’intenzione di avvalersi delle squadre di antincendio boschivo, messe a disposizione dalla Protezione Civile provinciale.
«Le aziende si sono messe a disposizione gratuitamente, con grande senso civico in un momento difficilissimo per tutta l’Italia – afferma il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Cercheremo in qualche modo di istituire un bando per progettualità in campo agricolo, consapevoli che la tutela del territorio montano e la cura del paesaggio dipendono in larghissima misura dagli agricoltori e dalle loro attività».
Tutela del territorio che non verrà minimamente intaccata dalle operazioni di sanificazione.
«La Provincia non ha lasciato nulla al caso – conclude Michele Nenz (Coldiretti Belluno) -. I primi che hanno a cuore l’ambiente e la terra siamo noi agricoltori e proprio per questo dobbiamo ringraziare il presidente Padrin e il consigliere Massimo Bortoluzzi che stanno gestendo in maniera oculata questa operazione. Prima sono state eseguite delle prove tecniche, poi c’è stata una verifica di fattibilità. Il tema ambientale è stato rispettato e sono state fatte tutte le valutazioni del caso sull’impatto ecosistemico».
