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Gli agriturismi bellunesi dicono no a ospitalità a persone in quarantena. Guiotto, Agriturist: “Le nostre strutture non sono attrezzate per gestire chi è positivo”

Agriturismo Zugni Tauro de Mezzan – Feltre

Belluno, 18 marzo 2020 – Ospitare le persone in quarantena? Gli agriturismi bellunesi rispondono no. Se la Regione Toscana ha già stretto un accordo con le associazioni di settore, ricavando 2.000 posti letto in hotel, residence e agriturismi per persone affette da Coronavirus in isolamento o convalescenza, le strutture della provincia mettono le mani avanti e spiegano di non essere preparate e attrezzate per una simile evenienza.

“Un conto è garantire l’ospitalità a persone bloccate in Veneto e che non possono tornare nei rispettivi Paesi di provenienza, com’è accaduto ai braccianti agricoli romeni rimasti in Trentino senza alloggio – spiega Massimiliano Guiotto presidente di Agriturist Belluno, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, titolare dell’agriturismo Zugni Tauro de Mezzan a Grum di Villabruna (Feltre) -. Altro è ospitare, come hanno deciso in Toscana, persone in isolamento che non hanno, in casa, la possibilità di mantenere effettive distanze dai familiari conviventi; oppure positivi al Coronavirus che non hanno sintomi o hanno sintomatologie non gravi, o ancora persone guarite che escono dal percorso ospedaliero ma non hanno ancora raggiunto la completa negativizzazione e dunque la guarigione virale. Sarebbe per noi un’enorme responsabilità. Dobbiamo essere seri e onesti: non abbiamo la capacità di gestire un’emergenza del genere. Un conto è un hotel con 100 stanze, che può garantire tutte le precauzioni del caso, compresa la sanificazione, un altro sono gli agriturismi, che hanno al massimo 15 camere e non sono neppure attrezzate allo scopo. Io e mia moglie, ad esempio, non potremmo farlo. A meno che non si tratti di fattorie sociali, che hanno lo scopo di occuparsi dei soggetti svantaggiati e quindi godono già di un supporto medico o sanitario ad hoc”.

Diverso sarebbe dare ospitalità a persone che vogliono passare un periodo di isolamento in campagna, lontano dalle città: “Ci hanno chiamato anziani e famiglie che vorrebbero stare lontano dalla città, per ridurre il rischio di contagio. Ma noi in verità siamo ancora chiusi: c’è ancora freddo, riapriremo quando arriverà la bella stagione”.

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