Le Farmacie Rurali d’Italia bussano al Governo: per la vendita delle mascherine serve una normativa chiara. Una distribuzione capillare in tutta Italia con l’aiuto della Protezione civile e un prezzo fissato per tutti, per evitare speculazioni.
In piena emergenza sanitaria il gruppo che riunisce i farmacisti delle aree non urbane del territorio nazionale chiede attenzione sul tema dei dpi, i dispositivi di protezione individuale. Lo fa con una lettera, rivolta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli. La richiesta è precisa e chiara: una normativa perché la distribuzione delle mascherine sia affidata in esclusiva alle farmacie, solo per il periodo emergenziale, perché sia fissato un prezzo giusto per il dispositivo così da stoppare le speculazioni che stanno fiorendo ed evitare approvvigionamenti esagerati attraverso la prescrizione con ricetta medica. L’ipotesi si spinge fino alla possibilità di rendere gratuiti i dpi.
“Le mascherine ormai sono introvabili – dichiarano i rappresentanti del gruppo, i farmacisti Pasquale Sechi, Luigi Sauro, Alfredo Orlandi e Roberto Grubissa -, noi le ordiniamo ma la merce non viene recapitata da settimane. Le persone hanno bisogno di sentirsi più sicure e noi abbiamo il compito di fornire loro i modi per proteggersi. In questo momento il dpi è un bene di prima necessità, serve una normativa chiara per la sua distribuzione”.
