
“Incredibile che qualcuno oggi continui a sostenere che Unesco = vincolo. Addirittura, con infiniti luoghi ‘in fila’ per entrarci, noi dovremmo uscirne. A me pare essere un pensiero fuori da ogni senso e fuori dalla conoscenza degli effetti già avuti, fosse solo termini di presenze turistiche. Provino a proporlo agli operatori e poi vediamo se concordano”.
Lo sostiene Irma Visalli, leader del Pd bellunese e assessore al Comune di Feltre, che replica alle affermazioni dell’onorevole Luca De Carlo pubblicate oggi su Bellunopress.
“Ed è altrettanto incredibile che si possa essere considerati soggetti ‘contro’ la montagna perché ci si ‘permette’ di uscire dagli slogan facili e propagandistici, quando invece credo, per non restare al palo, bisogna entrare nelle cose, non basta farsi facili paladini. E poi? Perché voler entrare nel merito non significa negare che esista il problema di chi fa del territorio bellunese un ‘Isola di Haidi’ , facile luogo del buon vivere in un oasi senza capire che territorio spopolato danneggerà anche la natura. E che è facile mettere perimetri in questa terra (ditelo a Zaia quando ha offerto tutto il Comelico e il Cadore all’Europa come area natura 2000) senza riportare il tutto nella logica dello sviluppo e dell’economia”.
“Ma è tanto più facile oggi fare il paladino – prosegue Irma Visalli – senza trovare le vere soluzioni. Mi chiedo: caro Luca de Carlo tu hai letto il decreto? Le sue motivazioni? E dimmi: si possono o non possono fare impianti? Da quanto ho letto io si. Si può. Difficile preservando il paesaggio? Certo, da sempre l’uomo in questa terra ha edificato con più difficoltà dovendo stare in equilibrio perfetto.
E altra domanda a tutti i parlamentari che fanno solo ‘slogan paladini’: se tutti dal mondo in giù ci considerano speciali perché utilizzate il.vostro autorevole ruolo per fare indennizzare quanti sono costretti a vivere in un luogo d’eccezione e lo mantengono ogni giorno? Quanto paga lo stato e la regione un contadino in area natura 2000? Quanto si paga per mantenere il paesaggio?
Altra domanda: il paesaggio ha un valore di servizio ecosistemico per la città e tutta l’area metropolitana veneta. Perché non fare fare uno studio per sapere quanto la pianura dovrebbe restituire alla montagna e quanto vale in termini economici questo patrimonio?
Forse troppo – conclude Visalli – Meglio fare eterna campagna”.
