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Droni: l’Enac cancella l’obbligo di visita medica per i piloti, un attentato alla sicurezza * di Fabrizio Righes

Con il Regolamento Enac Edizione n. 3 del 19 novembre 2019 , si è disposta l’abolizione in toto dell’obbligo della visita medica per il conseguimento ed il rinnovo inerente i conduttori di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (Classe LAPL: droni) , nonostante il loro utilizzo in grande sviluppo in molteplici settori lavorativi.
Tale abolizione lascia sconcertati ed il provvedimento, sul punto, appare del tutto irragionevole dato che non si comprende quale sia la differenza tra pilotare un mezzo aereo trovandosi a bordo di esso e pilotarlo a terra da remoto.
Per farlo servono le stesse capacità sensoriali e l’assenza di problematiche sanitarie nel pilota, che ne possano inficiare la prontezza nelle fasi di volo e le doti necessarie ad evitare incidenti anche gravi con danni a terzi che possono arrivare anche alla morte.
Non pare comprensibile che si sia sottovalutata la capacità necandi di detti mezzi , il cui peso può anche superare il centinaio di chili!

L’auspicabile sviluppo dell’uso di tali mezzi non può in assoluto avvenire a discapito della sicurezza dei terzi!
I due distinti interessi devo essere eventualmente contemperati con la calibrazione degli incombenti di valutazione della capacità psico-fisiche in capo al pilota in ragione delle potenziale offensive del mezzo pilotato.
Il semplice superamento di un corso on line ( che può essere svolto per conto dell’aspirante pilota anche da terzi….) … non costituisce certo un requisito tale da garantire la sicurezza di volo dei droni e men che meno l’assenza di una qualsivoglia verifica delle condizioni di salute psichiche e fisiche dell’aspirante pilota!!
A giustificazione dell’assenza di norme che impongano la valutazione medica dello stato psico-fisico del pilota di droni, l’ENAC ha informalmente dichiarato che il Regolamento Europeo (basico) UE 2018/1139 non ne imporrebbe l’adozione.

Orbene in proposito si fa presente che il predetto Regolamento al punto 18 recita: “ conformemente all’art. 56 , paragrafo 8 , del Regolamento UE 2018/1139 , il presente regolamento non pregiudica
la possibilità per gli Stati membri di stabilire regole nazionali per subordinare a determinate condizioni l’esercizio di aeromobili senza equipaggio per ragioni che non rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento (UE) 2018/1139…”- “ che Responsabilità del pilota remoto deve astenersi dallo svolgere i propri compiti sotto l’effetto di sostanze psico attive o alcolici o qualora non sia in grado di svolgerli a causa di lesioni, affaticamento , cure mediche, malattie o altre cause”.

Anzi il regolamento dell’ENAC di cui ci si duole, va contro le linee guida che hanno portato all’adozione del Regolamento Europeo di esecuzione (UE) 2019/947 del 24 maggio 2019 relativo a norme e procedure per l’esercizio di aeromobili senza equipaggio.

In esse si può leggere infatti:

1) Gli aeromobili senza equipaggio, indipendentemente dalla loro massa, possono operare all’interno dello stesso spazio aereo del cielo unico europeo insieme agli aeromobili con equipaggio, sia aerei sia elicotteri.
2)Per quanto riguarda l’aviazione con equipaggio, l’attuazione uniforme di norme e procedure e la conformità alle stesse dovrebbero applicarsi agli operatori degli aeromobili senza equipaggio e del sistema di aeromobili senza equipaggio «UAS» â “ unmanned aircraft system “, compresi i piloti remoti, nonché alle operazioni di tali aeromobili senza equipaggio e del sistema aeromobile senza equipaggio.
3)Considerate le caratteristiche specifiche delle operazioni UAS, queste dovrebbero essere sicure come quelle dell’aviazione con equipaggio!
Il Regolamento ENAC Edizione 3 dell’11 novembre 2019 contraddice del tutto le lienee guida sopra riportate e che dovevano informare il Regolamento stesso.
Non vi può essere parità di sicurezza tra piloti che volano a bordo degli aeromobili e piloti a terra, quando solo i primi devono sottostare agli accertamenti medici in ordine alle loro condizioni psico-fisiche , mentre quelli a terra no!
E’ evidente la clamorosa sottovalutazione del rischio in cui è incorsa l’ENAC e la conseguente violazione dei principi di ragionevolezza e precauzione che devono informare l’attività della P.A.
Sul punto in diritto è intervenuto con una recente sentenza il TAR del Lazio Sez.II bis del 10 maggio 2019 n. 5892, stabilendo che il principio di precauzione e di rispetto della salute pubblica , deve essere tenuto in conto nell’adozione di un provvedimento amministrativo (Regolamento) i particolare quando non vi sono ancora , come nel caso di specie, dati attendibili sulla reale pericolosità dei fatti oggetto di regolamentazione.

Fabrizio Righes

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