Domenica 22 dicembre alla Latteria sociale e turnaria di Valmorel (Limana), si terranno le iniziative per l’Ottantesimo anniversario della fondazione della Latteria.
Alle ore 15.30 avrà luogo la presentazipone del libro “Giulio e Maria, un amore per sempre. Storia centenaria di un caffè e di un’azienda agricola” di Tomaso Pettazzi.
Alle ore 17 il recital spettacolo “Varedar indrio par andar avanti” con il cantautore bellunese Giorgio Fornasier e il poeta contadino Diego Stefani.
Il libro
Si tratta della storia dell’avventura nel Bellunese dei coniugi Giulio Campolongo e Maria Danieli, nonni materni dell’autore Tomaso Pettazzi. La coppia aveva una notevole differenza di età, quasi vent’anni, lui era nato nel 1875, e lei nel 1893. Diversa era anchche la loro classe sociale di provenienza, Giulio era nobile, figlio di medici e antenati notai e abati di monasteri, mentre Maria era figlia di emigranti e per giunta anarchici. Giovanni e Maria s’incontrano per caso a Schio, si innamorano pazzamente e decidono di lasciare la cittadina per giungere a Belluno, città che lui già conosceva per lavoro. Qui acquistano una pasticceria che intorno al 1913/14 trasformano in caffetteria (l’attuale caffè Goppion in piazza dei Martiri). Poi acquistano una estesa proprietà terriera a Nantei di Valpiana a Valmorel e dai primi anni ’20 fondano una azienda agricola all’avanguardia per i tempi.
“La loro storia – racconta l’autore Tomaso Petrtazzi – si intreccia con quella della nostra città e di suoi personaggi, dalla Grande Guerra, al primo dopoguerra, fino alla Seconda Guerra Mondiale, al secondo dopoguerra, per giungere agli anni ’60, quando la campagna non rende più ed è praticamente abbandonata. In quei luoghi ho passato tutte le estati fino agli anni del Liceo. Nel libro racconto la storia dei Campolongo dal XII° sec. fino ai giorni nostri, con l’aiuto di documenti, foto da metà ‘800, oggetti di mobilio e quadri ritrovati nelle soffitte in Valpiana. Nonno Giulio fu tra i soci fondatori della Latteria di Valmorel che il 22 dicembre festeggia l’80° anniversario. Da parte mia racconto le mie esperienze di bimbo e poi di ragazzo e giovane uomo, e l’entusiasmo che mi pervadeva in quell’ambiente bellissimo e che tale mi auguro rimanga”.
“Inoltre – prosegue Pettazzi – Valmorel negli anni ’60 e ’70 era un paese vitale e laborioso, che dopo il Vajont però ha avuto un deperimento inglorioso. Ora, grazie al lavoro encomiabile del Comitato frazionale e all’attività quasi unica in loco della latteria turnaria che lavora solo latte crudo, c’è un rifiorire di vita non tanto economica, quanto di piccolo turismo, che riconosce la bellezza del paesaggio, incontaminato e conservato proprio grazie alla presenza di numerosi allevatori che ancora conferiscono il latte alla latteria”.
