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“Memoria e Presente”, dal primo conflitto ai giorni nostri: le imprese che hanno fatto la storia Villa Giusti – Padova

Villa Giusti – Padova

Sette aziende centenarie del Veneto sono state premiate lunedì 4 novembre, a Villa Giusti di Padova, sede dello storico armistizio del 3 novembre 1918. L’iniziativa è dell’Unioncamere del Veneto e Camera di Commercio di Padova. Per la provincia di Belluno, è stata premiata la Piave Maitex srl di Feltre .

Le Camere di Commercio venete, attraverso la loro Unione, a conclusione del centenario dell’Armistizio della Grande Guerra, hanno organizzato un evento denominato “Memoria e Presente” per premiare sette aziende, una per ogni provincia del Veneto, attive durante la Grande Guerra e fino ai giorni nostri.
Lo scopo della premiazione è quello di ricordare anche il sacrificio della ricostruzione post-bellica visto dal lato delle imprese ed il contributo che gli imprenditori veneti hanno dato durante la guerra e negli anni immediatamente successivi.
Il sistema camerale regionale, attraverso questo premio, vuole onorare la professionalità e la competenza delle aziende che con la loro tenacia, il loro impegno e la loro dedizione sono sopravvissute a due guerre mondiali e si sono trasformate modificando il loro business fino ai giorni nostri con continuità o anche convertendo e cambiando radicalmente produzione.

Ecco l’elenco delle aziende premiate

PIAVE MAITEX Srl – Feltre (BL)
Dal 1908, anno della fondazione, attraverso due guerre mondiali e la successiva
ricostruzione industriale, fino alla sfida tecnologica dei nostri giorni, dal telaio di
legno all’elettronica più sofisticata, ha maturato una tradizione nel campo dei
tessuti elastici che rappresenta oggi un patrimonio inestimabile di cultura tessile,
che ogni giorno è a disposizione dei clienti.
Nata come Fabbrica Ricami a Macchina Feltre, fin dai primi anni di vita è iniziata
la produzione di tessuti elastici, nastri, balze e bendaggi, pizzi e ricami, preziose
opere costruite con poveri mezzi ma con tanta passione, che ancora oggi sono
ammirabili nei campionari antichi, che ha voluto restaurare perché esprimono un
patrimonio inestimabile di cultura tessile.
L’essere oggi tra i principali produttori europei di tessuti elastici, in costante
espansione produttiva e di mercato, è anche un omaggio all’inventiva ed
all’ingegnosità dei padri fondatori, nel segno di una tradizione di cui l’azienda è
orgogliosi.
Presenti in Italia con tre stabilimenti, due per la produzione e uno per la
nobilitazione del tessuto, rispetta in maniera esemplare, le richieste del settore
tessile, con qualità e innovazione. Presente a livello mondiale l’azienda è attenta a
cogliere e a interpretare ogni esigenza emergente dal mercato.
La produzione rivolta al mercato dei tessuti elastici, tessuti da intimo e tessuti
sportivi, si è arricchita fino a coprire tutti i settori a livello industriale dove la qualità
è una caratteristica di rilievo.
L’azienda è in grado, inoltre, di effettuare controlli visivi e chimici sulle merci
tramite laboratori interni attrezzati per le caratteristiche dinamometriche, solidità,
stabilità dimensionali e letture spetro-fotometriche.
Premia il Presidente Unioncamere del Veneto e Camera di Commercio di
Treviso Belluno Mario Pozza
Ritira il premio il Presidente Luca Barbini

MUNARI F.lli S.p.a. – Fontaniva (PD)
Impresa fondata nel 1739 da fratelli Antonio, Francesco e Girolamo Munari poi
proseguita da Antonio e dai suoi eredi e che prosegue fino ad oggi con la gestione
dell’ottava e nona generazione della famiglia.
Durante la Prima Guerra Mondiale i figli di Antonio, Cesare e Giovanni Maria,
hanno combattuto al fronte (Giovanni Maria fu arruolato come ragazzo del ’99),
entrambi sopravvivendo mentre il molino era gestito dalla moglie di Antonio e
dalle figlie (assieme ad un’osteria di loro proprietà). Giovanni Maria ha lasciato
alcuni diari di guerra scritti su taccuini ed altri mezzi di fortuna a testimonianza
della guerra vista con lo sguardo di un 17enne. I diari sono stati poi pubblicati in un
volume a cura dei figli.
Nell’anno 2001 la ditta Munari F.lli Spa ha festeggiato il 250° anniversario dell’attività
molinaria condotta ininterrottamente dalla famiglia Munari nel corso di otto
generazioni. Durante gli anni della Guerra il molino venne dato in conduzione a
terzi, mentre la moglie di Antonio e le figlie si dividevano tra la gestione dell’osteria
e il mulino stesso. Alla fine della Grande Guerra Giuseppe, Cesare e Giovanni
ripresero la conduzione del molino. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale le
quantità di cereali macinabili erano contingentate e nel 43 all’azienda non vennero
assegnate quote. Fu un anno molto duro. I tre fratelli vennero poi affiancati in
successione dai figli di Giuseppe e Giovanni: rispettivamente Antonio e Emanuele,
Lucia e Enrico. Antonio introdusse idee innovative e precorritrici dei tempi come la
farina di malto, le farine tecniche termo-trattate, gli snack estrusi alla crusca e alla
soia. Oggi i membri della famiglia appartenenti all’ottava generazione continuano
ad essere coinvolti direttamente nell’operatività quotidiana dell’azienda.
Premia il Presidente della Camera di Commercio di Padova Antonio Santocono
Ritira il premio la Presidente Lucia Munari

CHIARION DINO e DIEGO S.s. – Società agricola del 1904 –
Guarda Veneta (RO)
Ercole Mariano Chiarion iniziò nel 1904 la conduzione in affitto del fondo agricolo
Palazzo Rosso a Guarda Veneta, località del Polesine sulle sponde del fiume Po.
La proprietà del terreno coltivato dalla famiglia Chiarion, con un’estensione di
circa 47 ettari e dotato di fabbricati storici, nel corso del secolo scorso è passata
in eredità ai membri delle famiglie vicentine Galletto e Zannini. Con il fondatore
iniziarono a lavorare i tre figli Angelo, Giovanni Paolo e Oreste. Tra questi fu
Angelo a proseguire l’attività paterna dopo la sua morte nel 1936, mentre i due
fratelli minori proseguirono come fittavoli in altri terreni a Polesella e Borsea.
Nei primi decenni di attività la famiglia Chiarion si concentrò sulla coltivazione
di erba medica, canapa e grano; nel secondo dopoguerra accanto al grano
vennero introdotte le colture di mais, soia e barbabietola da zucchero. In parallelo
all’adeguamento delle coltivazioni alle mutevoli esigenze del mercato, la famiglia
Chiarion procedette alla modernizzazione del proprio apparato produttivo
dotandosi di mezzi meccanici per la lavorazione dei campi e il trattamento dei
raccolti. L’allevamento di tori, vacche da latte e cavalli fu un’attività collaterale
a quella agricola fino agli anni ’60, quando Angelo Chiarion e il figlio Dino si
specializzarono nell’allevamento di bovini da ingrasso. L’attività continuò fino al
1982 sotto la guida di Angelo e da questi passò in eredità al figlio Dino, diplomatosi
perito agrario. Abbandonato l’allevamento nel corso degli anni ottanta, l’azienda
è tornata a dedicarsi alla coltivazione di grano, mais e soia. Nel 1997 Dino e il
figlio Diego hanno regolarizzato l’impresa di famiglia in forma di società agricola
semplice con la denominazione di Palazzo Rosso.
Premia il Presidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo Giuseppe
Fedalto
Ritira il premio il titolare Diego Chiarion

VILLA SANDI S.p.a. – Crocetta del Montello (TV)
Una cornice luminosa, tra le verdi colline della Marca Trevigiana, accoglie Villa
Sandi, splendido edificio di stile palladiano risalente al 1622 e oggi sede dell’azienda.
La Villa è inserita fin dalle sue origini in un paesaggio fertile con campi e strutture
agricole, che oggi come allora rende omaggio alla storia del luogo.
La famiglia Moretti Polegato, da diverse generazioni dedita alla cultura del vino
e proprietaria della Villa, ha rilanciato questa tradizione facendo di Villa Sandi la
sede di rappresentanza della cantina omonima e promuovendo su basi moderne
la coltura della vigna, da sempre presente nella zona.
Avvalendosi delle sue qualità di appassionato conoscitore del mondo del vino,
continua la tradizione di famiglia Giancarlo Moretti Polegato.
Le Tenute della Famiglia Moretti Polegato si estendono nelle più rinomate
aree DOC e DOCG tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un vasto territorio e un
invidiabile patrimonio naturale da cui Villa Sandi ricava le pregiate uve destinate
alla produzione delle sue eccellenze, frutto di una stretta armonia con la natura.
Dal confronto, la crescita. Comune impegno per le istanze ambientali, strategie
condivise per la valorizzazione del vino italiano di qualità nel mondo e promozione
dei Grandi CRU italiani sono gli obiettivi delle alleanze di cui l’azienda fa parte.
Villa Sandi ha sempre operato nel rispetto dell’ambiente, facendo attenzione
ad ogni fase della sua filiera, dai vigneti allo scaffale. Parte dell’energia elettrica
consumata da Villa Sandi è da sempre prodotta da una centrale idroelettrica
presente all’interno del complesso aziendale. Un altro grande passo nel progetto
aziendale per la difesa dell’ambiente è stato compiuto con l’installazione di pannelli
solari, in funzione dall’estate del 2012.
Villa Sandi opera in stretta collaborazione con l’Istituto Sperimentale di Viticoltura
di Conegliano (Università di Padova) per monitorare tutte le fasi di crescita della
vigna.
Premia il Presidente Unioncamere del Veneto e Camera di Commercio di
Treviso Belluno Mario Pozza
Ritira il premio il Presidente Giancarlo Moretti Polegato

TENDERINI MARCO – Venezia
Nel gennaio del 1804 i fratelli Domenico, Giovanni Battista, Antonio e Dionisio
Tenderini procedevano all’acquisto della bottega da fabbro situata al ponte del
Soccorso in Dorsoduro a Venezia. I quattro fratelli erano originari di Premana,
in Valsassina, un piccolo centro lombardo da dove provenivano molti altri fabbri,
battirame, calderai e arrotini che già dal 1500 avevano scelto per lavorare la
capitale della Repubblica della Serenissima. Al momento dell’acquisto l’officina
consisteva in una grande tettoia e un retro locale adibito a cucina con a fianco
una piccola corte, con una scala di legno per salire all’unico locale del piano
superiore. Nei decenni seguenti l’attività venne portata avanti dai figli e dai nipoti
dei fondatori. Nel 1882, come segnala la Guida commerciale di Venezia, la ditta
era gestita da Dionisio Tenderini, anche se in realtà le quote societarie erano otto.
Nei primi anni Venti, in seguito alla vendita di quote della società e alle diverse
successioni, in azienda comparivano i cugini Dionigi, Antonio, Stefano e Dionisio.
Nel 1937 quest’ultimo cedette la sua quota a Stefano e Dionigi, i quali tra il 1948 e il
1949 acquistarono anche quella di Antonio. Con la scomparsa di Stefano Tenderini,
nel 1952, i proprietari rimasero Dionigi e Giovan Battista. L’attività si era nel tempo
specializzata nella produzione di tutta quella ferramenta utilizzata nel restauro
di una casa: cerniere, inferriate, serrature, etc.. Nel 1965 Giovan Battista decise di
lasciare la bottega del Soccorso per aprire una moderna officina nella terraferma
veneziana. Quanto all’officina di Dorsoduro, da Dionigi passò prima nel 1964 al
figlio Taddeo e da questi all’attuale titolare Marco, subentrato al padre nel 2000.
La tipologia dei lavori svolti non è cambiata di molto e l’impresa veneziana
continua a produrre ferramenta leggera per case, chiese, conventi, barche, oltre
ad attrezzi per falegnami, muratori, marmisti e squerarioli. L’impresa, infine, si
dedica da sempre alla riparazione e al restauro dei manufatti in ferro presenti nei
palazzi e nei monumenti della città.
Premia il Presidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo Giuseppe
Fedalto
Ritira il premio il titolare Marco Tenderini

DALLA BERNARDINA F.lli S.r.l. – Sommacampagna (VR)
La storia di questa impresa di Sommacampagna iniziò nel 1860 quando Valentino
Dalla Bernardina, originario della vicina Bussolengo, avviò la sua bottega. All’epoca
i lavori realizzati da questo fabbro ferraio erano destinati per lo più all’agricoltura
e a opere in ferro, come recinzioni e cancelli. Al momento della sua scomparsa,
avvenuta nel 1911, l’attività venne proseguita dai figli Noè, Giovanni e Fortunato.
Durante la Grande Guerra nonno Noè, classe 1891, era impegnato al fronte, sul
monte Pasubio, nelle battaglie che vedevano contrapposti l’esercito italiano e
quello austro-ungarico. Le battaglie passarono alla storia per il continuo tentativo
di minare da una parte e dall’altra le creste delle montagne chiamate Dente
Italiano e Dente Austriaco, attraverso lo scavo di gallerie. Il numero delle vittime
della guerra sui Denti risulta essere di centinaia e centinaia di morti.
Al ritorno dalla Grande Guerra, nonno Noè continuò nell’attività di officina
meccanica e la implementò con un servizio di “Grande Servizio di Rimessa con
Automobili e Said Car”. Con tale licenza accompagnò alcuni concittadini sul monte
Ortigara per ricostruire una chiesetta distrutta durante la prima guerra
mondiale.
Nel 1966, alla scomparsa di Noè Dalla Bernardina, il solo figlio Arturo prese in
mano l’impresa familiare che, a seguito della sua prematura scomparsa, nel 1982,
divenne società in nome collettivo con soci i due figli Gianni e Marcello, già da
qualche anno inseriti nell’azienda. Negli anni l’impresa aggiunse alla propria attività
anche la realizzazione di aree di servizio per l’assistenza ai mezzi e alle persone,
la gestione del deposito di carburanti e dell’officina siti ora in via Circonvallazione.
Nel 1998, la società venne trasformata nell’attuale “Dalla Bernardina F.lli Srl”.
Avendo iniziato anche a produrre vino come Famiglia Dalla Bernardina (FDB), i
nipoti hanno voluto ricordare il nonno chiamando Noè il loro vino di punta.
Premia il Componente di Giunta della Camera di Commercio di Verona Nicola
Baldo
Ritira il premio il Presidente Gianni Dalla Bernardina

DITTA BORTOLO NARDINI S.p.a. – Bassano del Grappa (VI)
La Ditta Bortolo Nardini Spa è attiva dal 1779, anno in cui Bortolo Nardini trasferì
la sua attività di distillazione dalla natia Segonzano, in Val di Cembra, a Bassano.
Lì nella cittadina lungo il Brenta, scelse di aprire la sua distilleria con annessa
“grapperia” proprio all’imbocco del famoso ponte disegnato dal Palladio. Nel 1860
Bortolo Nardini, nipote del fondatore, introdusse al posto di quella a fuoco diretto
la tecnica della distillazione a vapore, l’unica in grado di dare al distillato una qualità
costante. La Grande guerra, aspramente combattuta anche in questa parte del
Veneto, contribuì ad accrescere la popolarità del prodotto, molto apprezzato
dalle migliaia di soldati in trincea. Durante il secondo conflitto mondiale l’impresa
conobbe diverse difficoltà, tra cui le frequenti requisizioni, culminate con la completa
distruzione del Ponte ad opera dei Tedeschi in ritirata. A partire dal dopoguerra,
i consumi si sarebbero orientati verso i liquori secchi e così iniziò per la grappa
Nardini (ora invecchiata in botti di rovere) una fase di crescita accompagnata
dalla conquista di nuovi mercati in Italia e all’estero. Nel 1964 venne inaugurata
la nuova distilleria nell’immediata periferia di Bassano e per l’occasione i Nardini
introdussero una grande innovazione: la distillazione sottovuoto che consente di
distillare a bassa temperatura e di ottenere un prodotto di qualità superiore. Nel
1981 il complesso produttivo venne arricchito dal nuovo centro di trasformazione
ed imbottigliamento che, grazie all’elevata automazione, permise di soddisfare
una domanda in rapido aumento. Dieci anni dopo, nel 1991, la Nardini acquistò
e rinnovò in toto la distilleria di Monastier di Treviso dove, già da alcuni anni,
effettuava buona parte della distillazione. Nel 2004 l’azienda ha inaugurato Bolle,
lo spazio eventi e ricerca e, contemporaneamente, ha lanciato un nuovo prodotto:
la Grappa Riserva invecchiata 15 anni in botti di rovere di Slavonia. L’impresa, che
fa parte de “Les Henokiens”, è attualmente guidata da Giuseppe, Cristina, Angelo,
Antonio e Leonardo Nardini.
Premia il Presidente della Camera di Commercio di Vicenza Giorgio Xoccato
Ritira il premio il Consigliere e Socio Angelo Nardini

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