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domenica, Maggio 26, 2024
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Insieme si può dona un nuovo carcere ai 40 detenuti di Marovoay, in Madagascar

Inaugurato in Madagascar un carcere realizzato da “Insieme si può”. Amnesty International ha recentemente lanciato una campagna per richiamare l’attenzione sulle carceri del Madagascar, denunciando sovraffollamento, condizioni igieniche pessime, carenze nell’alimentazione, ritardi nei processi, promiscuità, violenze cui sono sottoposti i carcerati.
Tutte cose ben note anche ai volontari di “Insieme si può…” che lo scorso anno avevano avuto modo di visitare il carcere di Marovoay, una cittadina di 15.000 abitanti, situata nel nord ovest del Paese. I circa 40 carcerati (per lo più accusati di furto) vivevano in una struttura fatiscente e a rischio crollo. Niente letti, niente materassi, un unico gabinetto all’aperto, una rientranza nel muro usata per lavarsi. Cibo scarso al punto che Maurizio Crespi, straordinaria figura di volontario laico, missionario in Madagascar da trent’anni, a più riprese è stato “costretto” a rifornire la mensa del carcere di riso e fagioli.

Condizioni disumane che hanno portato a formulare il progetto prima della ristrutturazione (dimostratasi subito impraticabile) e poi della costruzione di un nuovo carcere.
Verificato il fatto che da parte dell’autorità carceraria non c’era nessuna intenzione di intervenire (il vicino carcere regionale di Majanga, dotato di 350 posti ospita 1870 carcerati in condizioni ancora peggiori!) e facendo leva sul fatto che di fronte a un bisogno, sia pure scomodo, “Insieme si può…” non si tira indietro, è iniziata la costruzione di una nuova struttura, situata su due piani, dotata di camerate, servizi igienici e cucina.

All’impresa hanno aderito e contribuito da subito il gruppo “Insieme si può…” e la Parrocchia di Cortina, la ditta IF Informatica di Valenza, la Fondazione Umano Progresso di Milano, più altri gruppi e singoli benefattori. Alla costruzione hanno partecipato gli stessi carcerati sotto la guida di Maurizio che, sempre nello spirito di “Insieme si può…”, ha voluto realizzare per questi “ultimi” una casa che probabilmente oggi è la più bella di tutto il paese.

L’inaugurazione del nuovo carcere è avvenuta alla presenza del Ministro della Giustizia e delle massime autorità carcerarie e politiche della regione. Da Belluno erano presenti Piergiorgio Da Rold, Antonio De Riz, Teresa Vedana e Giusy Casagrande. Parole di apprezzamento e di ringraziamento sono state da tutti indirizzate a “Isay mitambatra dia vato” (“Insieme si può” in lingua malgascia!).

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