Sabato 25 maggio la splendida cornice dell’Abbazia di Sant’Eustachio ospiterà alle ore 11.00 il quarto appuntamento della rassegna culturale “I sabati dell’Abbazia”: protagoniste la storia, l’arte e la poesia. Sergio Tazzer, Giuseppe Piccolo e Maria Grazia Cecchini ci racconteranno la storia di uno dei tanti, giovani eroi che hanno combattuto la Grande Guerra: “Dal Canada al Montello, la breve vita di Donald Gordon McLean (9 febbr.1899- 4 febbr.1918)”.
Il giovane pilota canadese Donald Gordon McLean precipitò con un Sopwith Camel MT2494 tra le colline del Montello, in quella che oggi è la Tenuta Amelia di proprietà della Giusti Wine, perdendo la vita il 4 febbraio 1918, a soli 19 anni, per mano delle truppe nemiche. A lui Ermenegildo Giusti, proprietario dell’azienda vitivinicola, ha anche dedicato un monumento, realizzato dall’artista Armando Barbon, e finanziato la ricostruzione del biplano inglese ad opera della Fondazione Jonathan Collection.
Nel pomeriggio, ultimo appuntamento con il “Galateo 2.0 L’educazione autentica per stare bene con gli altri” in compagnia di Giuliana Meneghetti, già Responsabile del Cerimoniale della Provincia di Treviso, esperta di “buone maniere” e organizzazione di eventi. L’incontro permetterà di conoscere le regole del Galateo proprio nel luogo in cui è nato. Fu proprio tra le mura dell’Abbazia di Sant’Eustachio, recentemente restaurata dalla Giusti Wine, che Monsignor Giovanni Della Casa scrisse verso il 1550 il famoso testo “Il Galateo overo de’ costumi”, con i dettami rinascimentali, i consigli e le regole per condurre una vita armonica e semplice.
I prossimi sabati dell’Abbazia:
29 giugno Maria Grazia Cecchini: Le abbazie benedettine tra XI e XIII secolo. Il caso singolare dell’Abbazia di Sant’Eustachio
27 luglio Letture zanzottiane: Il poeta e la natura infranta a cura di SeLALUNA
Info: tel. 0422.1836285 – 320.2696169 oppure e-mail info@abbaziasanteustachio.com
Web: www.abbaziasanteustachio.com
L’Abbazia di Sant’Eustachio: storia, recupero e promozione culturale
Una bolla di papa Alessandro II del 1062 testimonia l’esistenza dell’Abbazia di Sant’Eustachio, fondata da Rambaldo III di Collalto e dalla madre Gisla. I Collalto, famiglia di stirpe longobarda, avevano perso la loro influenza su Treviso a favore del vescovo locale il cui potere, non soltanto religioso, si espandeva di anno in anno. Con la fondazione del monastero, quindi, essi contrapponevano a questa autorità un’istituzione indipendente e direttamente sottoposta al pontefice, il quale non vedeva di buon occhio l’espansione dei vescovi trevigiani, sostenitori dell’imperatore.
Tra il Cinquecento e il Seicento l’abbazia divenne un importante polo culturale: tra i suoi illustri ospiti, ricordiamo Pietro Aretino, Monsignor Giovanni Della Casa che qui compose il noto Galateo, e la poetessa Gaspara Stampa.
Tra il 1744 e il 1819, il complesso fu guidato dal preposto Vinciguerra VII di Collalto, uomo colto e capace che lo trasformò in un’importante azienda agricola retta da esperti e studiosi e la salvò alle soppressioni napoleoniche. Nel 1865, le autorità ecclesiastiche giudicarono inutile questa istituzione e trasferirono il titolo di abate al vescovo di Treviso.
Dopo la Rotta di Caporetto, l’edificio si ritrovò in prossimità del fronte del Piave e subì pesanti danneggiamenti. Le rovine, lasciate all’incuria, sono state di recente rivalorizzate con due restauri, uno nel 1992 e un secondo importante nel 2017 a opera della società agricola Giusti Dal Col.
Giusti è un imprenditore canadese originario della zona, che nel 2004 ha deciso di valorizzare questo territorio, vocato sin dall’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia ai vini di qualità. Partito da soli due ettari di vigneto, ha sviluppato con passione il suo progetto di promozione del territorio attraverso il vino, arrivando oggi a oltre 70 ettari vitati distribuiti in dieci tenute. Sei anni fa la decisione di avviare il recupero ambizioso di un frammento significativo della storia italiana grazie al restauro dell’antica Abbazia di Sant’Eustachio.
Seicento giorni di lavoro hanno restituito fascino, vita e cultura al monastero, che oggi risplende più che mai immerso tra i vigneti e circondato da antiche mura anche grazie agli eventi, le mostre e le manifestazioni organizzate.
