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Menzione speciale all’Ulss 1 Dolomiti per le cure palliative nei Centri servizi anziani

Venezia, 23 maggio 2019  –  C’è anche l’Ulss 1 Dolomiti di Belluno fra le tre strutture italiane premiate oggi a Roma nell’ambito del Premio “Gerbera d’Oro”, riconoscimento nazionale attribuito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in occasione della XVIII Giornata Nazionale del Sollievo a cura della Fondazione Ghirotti.

Un Progetto per portare le cure palliative anche all’interno dei Centri Servizi Anziani, proposto dall’Associazione Mano Amica Onlus di Feltre e realizzato dall’Ulss 1 sotto la responsabilità del dottor Giampiero Luisetto, è stato ritenuto dalla giuria “particolarmente significativo nell’ambito delle cure palliative e della lotta al dolore” ed ha ottenuto una “menzione speciale”, assieme a una struttura della Lombardia, mentre al Lazio è andata la Gerbera d’Oro generale.

“Grazie e complimenti all’Ulss 1 e all’Associazione Mano Amica – commenta l’Assessore regionale alla Sanità – perché portare le cure palliative all’interno dei Centri Servizi per Anziani è la sublimazione dell’integrazione tra sanità e sociale che caratterizza l’intero sistema assistenziale del Veneto e, allo stesso tempo, incarna quel cammino di umanizzazione delle cure che è un altro pilastro della programmazione. Portare le cure palliative fuori dagli ospedali e dagli hospice è una scelta di grande umanità, oltre che un servizio prezioso per gli anziani che soffrono e per le loro famiglie. E’ un’idea che mi piacerebbe venisse progressivamente diffusa in tutto il Veneto”.

Il Progetto, partito il 25 gennaio 2018, si protrarrà fino al 31 dicembre 2020 e si pone l’obbiettivo di garantire l’accesso precoce e appropriato alle cure palliative e alla terapia del dolore anche agli ospiti dei Centri Servizi Anziani, cominciando dall’individuare le persone per le quali, a causa delle patologie che le affliggono, non sembra più appropriato un percorso di cura rivolto alla guarigione e basato su interventi saltuari in acuzie, ma un percorso attivo e continuo che sia trasversale alle varie strutture sanitarie aziendali, ospedaliere e territoriali, che privilegi la qualità della vita residua, così da poter condividere con i malati e le loro famiglie un cammino per migliorare la qualità della vita nella sua fase terminale, sviluppando anche tecniche per il benessere psico-sociale e spirituale di pazienti e famiglie.

Tra gli obbiettivi del Progetto, il coinvolgimento dei medici di medicina generale di struttura, l’individuazione immediata delle persone bisognose di cure palliative, la garanzia di accesso ai Centri Servizi Anziani per le equipe e gli specialisti ospedalieri, la formazione specifica per tutti gli operatori, effettuare uno studio epidemiologico sugli anni 2017-2018.

A oggi sono stati realizzati 26 incontri formativi con medici, infermieri, operatori socio sanitari, fisioterapisti e altri addetti ai Centri; e due incontri con i famigliari coinvolgendo medici palliativisti e gli specialisti che operano del Distretto di Feltre dell’Ulss Dolomiti.

 

XVIII Giornata nazionale del sollievo
Scheda Premio Gerbera #37

Nome Struttura: AULSS 1 DOLOMITI
Regione: Veneto
Indirizzo: VIA BAGNOLS SUR CEZE – 32032 FELTRE (BL)
Telefono: 0437838467 / 3487495447
Fax: 0439/883708
E-mail: info@manoamica.org
Sito di Riferimento: www.manoamica.org
Resp. Struttura: Dr.Giampietro Luisetto- Responsabile del Progetto
Assess. proponente: Associazione Mano Amica Onlus -Feltre (BL)
Titolo del Progetto: Progetto per lo sviluppo delle Cure Palliative nei Centri Servizi Anziani C.S.A.
Data: 25/01/2018 – 31/12/2020

Descrizione: Il progetto si pone l’obiettivo di garantire l’accesso precoce ed appropriato alle cure palliative e alla terapia del dolore anche agli ospiti dei C.S.A. Per questo è fondamentale individuare precocemente le persone per le quali, a causa della/e patologie di cui sono affette, non sembra più appropriato un percorso di cura volto alla guarigione e basato su interventi saltuari in acuzie bensì un percorso attivo e continuo, trasversale alle varie strutture sanitarie aziendali, ospedaliere e territoriali, che privilegi la qualità di vita residua, così da poter condividere con loro e la loro famiglia un programma di interventi mirati a migliorare la qualità di vita nella fase del morire attraverso l’eliminazione del dolore fisico, e lo sviluppo di tecniche volte al benessere psico-sociale e spirituale dell’utente e della sua famiglia.
Obiettivi: 1.Sensibilizzare,coinvolgere e far partecipare i Medici di Medicina Generale di struttura.
2.Individuare tempestivamente le persone in fase di terminalità: Introdurre strumenti di valutazione ad uso di tutto il personale utili a definire quali pazienti siano da avviare ad un percorso di cure palliative di base e specialistiche. (CFR. LEA 2017).
3.Garantire l’accesso dell’ èquipe di cure palliative e degli specialisti ospedalieri ai C.S.A.
4.Migliorare la qualità di vita e la qualità del morire negli ospiti residenti in CSA/RSA
5. Ridurre il ricorso a interventi diagnostico-terapeutici e/o accessi in PS o ricoveri “inutili”o di non dimostrata efficacia nel fine vita
6. Attuare un programma di formazione per tutto il personale 7.Condividere con l’ospite e la sua famiglia il programma di interventi mirati a migliorare la qualità di vita nella fase del morire
8.Effettuare uno studio epidemiologico sugli ospiti dei CSA/RSA deceduti nel 2017 e raccolta dati sui pazienti individuati per accedere alle cure palliative nel 2018 e mettere a confronto i dati raccolti
Risultati: Ad oggi sono stati svolti 26 incontri formativi su DAT , cure palliative e trattamento del dolore dei sintomi di fine vita rivolti a medici, infermieri , OSS , fisioterapisti e altri operatori dei CSA e 2 incontri con i familiari per illustrare le finalità del progetto coinvolgendo medici palliativisti e gli specialisti operanti nel distretto di Feltre (AULSS 1 DOLOMITI); inoltre sono stati
effettuati e programmati incontri sul tema della morte e del morire e sull’elaborazione del lutto da parte di psicologhe dedicate .
Abbiamo raccolto i dati degli anni 2017 e 2018 sul luogo e cause del decesso, ricorso a procedure invasive (PEG o sondini) , utilizzo di farmaci antidolorifici e di pompe elastomeriche

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