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venerdì, Maggio 24, 2024
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Api Dolomiti: Distribuzione delle cariche in seno al consiglio, chiusura dei corsi di formazione di base. Preoccupano moltissimo le condizioni atmosferiche, a rischio la produzione del pregiato miele di acacia bellunese

Intenso lavoro per il nuovo consiglio di Amministrazione di API Dolomiti, una delle più significative e partecipate (oltre 640 i soci) Cooperative Agricole in provincia di Belluno ed operante in una settore di notevole valenza per l’economia locale. Dopo la presidenza per quasi due lustri di Carlo Mistron, il nuovo legale rappresentanze di API Dolomiti è Michele Merella, esperto tecnico anche di tutto il settore agricolo bellunese ed apicultore. Merella si avvarrà dell’esperienza del Vice Presidente Roberto Piol e di altri sette consiglieri che, tutti insieme, stanno facendo dell’impegno propositivo, dell’esperienza e della professionalità al servizio dei soci e dei cittadini, armi vincenti in un comparto assai delicato ma qualitativamente molto alto e dai riscontri utili ed importanti anche per l’immagine del territorio dolomitico bellunese.

Il Consiglio di API Dolomiti ha recentemente provveduto all’assegnazione degli incarichi al proprio interno. Antonia Maria Barattin seguirà il laboratorio, Siro Bona i rapporti con i vari enti, le collaborazioni e le partnership; Andrea De Bona si occuperà della gestione del magazzino. L’organizzazione degli eventi e della Fiere sarà seguito da Achille Marta, della formazione si interesserà Claudio Mioranza con Roberto Piol al quale sono stati affidati compiti relativi al libro soci.
Il presidente Merella si occuperà anche dei nuovi, Luca Stefani è affidatario dell’amministrazione e della contabilità e Teresa Vieceli della degustazione.
Una squadra affiatata con compiti rilevanti ed impegnativi che verteranno anche sull’anagrafe apistica, sulla ricerca e sviluppo dei prodotti, sulle risorse umane e sul basilare aspetto dei controlli sulla qualità.

Intanto si sono conclusi da poco i corsi di apicoltura. L’ultima lezione tenuta al meleto bio di Bioalpi a Pullir di Cesiomaggiore dove ben 120 corsisti hanno terminato il loro percorso formativo di Apicoltura base. In questo frutteto con il titolare dell’azienda Samuel gli allievi hanno potuto conoscere gli aspetti di una coltivazione biologica. Sono stati 2 mesi intensi di formazione in aula e pratica in apiario e laboratorio dove i futuri apicoltori hanno potuto conoscere la biologia dell’ape, la flora apistica ,le tecniche apistiche e le malattia dell”ape, il miele e i prodotti dell’alveare presentate dai tecnici e relatori Apidolomiti che si sono alternati durante le lezioni.
Ma l’attuale periodo nel quale sta vivendo il settore apistico bellunese non è tra i più rosei, anzi. Come nel resto dell’Italia, da nord a sud, afferma il Presidente Merella, si sta verificando una forte criticità nel settore e molta preoccupazione. Ci sono poche scorte a disposizione delle api e non si è riusciti a produrre il miele primaverile. Questo a causa del perdurare del freddo, della pioggia e della neve. La speranza, continua Merella, è che tali condizioni atmosferiche vadano presto a migliorarsi nettamente soprattutto a favore della fioritura dell’acacia e conseguentemente della produzione del relativo miele particolarmente di pregio. Se ciò non avvenisse si verificherebbe un vero danno economico anche perché il miele di acacia bellunese è tra i più ricercati ed è la punta di diamante delle nostre produzioni. Ma si può fare qualcosa di particolare? “Di certo, per adesso, un controllo ancor più accurato nell’aspetto delle sciamature delle api, ma si spera proprio in un miglioramento del tempo”.

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