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Zanoni (PD): “Altro schiaffo alla propaganda leghista: incostituzionale l’obbligo di esporre la bandiera veneta negli uffici statali”

Venezia, 4 ottobre 2018  –  “Dalla Consulta un altro schiaffo alla propaganda leghista: è incostituzionale l’obbligo di esporre la bandiera con il leone di San Marco negli uffici statali, così come le sanzioni per i trasgressori. E intanto i veneti devono pagare il conto di queste pagliacciate”.

È il duro commento del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo che oggi la Corte Costituzionale ha pubblicato la sentenza 183/2018, firmata dai giudici Giorgio Lattanzi (presidente) Franco Modugno (redattore) e Roberto Milana (cancelliere) con cui dichiara incostituzionali alcuni articoli della Legge regionale 28 del 5 settembre 2017 ‘Nuove disposizioni in materia di uso dei simboli ufficiali della Regione del Veneto’, approvata con 31 voti a favore, un astenuto e sei contrari (il gruppo Dem).

“Avevamo ragione a dire che era pura propaganda, con cui si voleva alzare il livello della tensione con Roma e anche l’Ufficio legislativo del Consiglio aveva evidenziato il rischio di incostituzionalità. La Regione ha fatto una figuraccia che era evitabile. Purtroppo gli errori, dolosi, della maggioranza li pagano a caro prezzo i contribuenti, visto che i contenziosi con lo Stato non sono certo a costo zero. E questa è solo l’ultima di una lunga serie di leggi bandiera regolarmente bocciate, come quella sul ‘prima i veneti’ negli asili nido, oppure fatte per compiacere piccole lobby minoritarie, ad esempio i provvedimenti sul nomadismo venatorio o sulle sanzioni per chi disturba i cacciatori”.

“La sentenza – dice ancora Zanoni – ha bocciato l’obbligo di esporre la bandiera del Veneto in uffici statali come le prefetture o altre sedi periferiche, con tanto di multe da 100 a 1.000 euro per i trasgressori. Sono ben tre gli articoli della Costituzione ai quali la Corte fa riferimento per cassare la legge veneta: 3, 5 e 117. Lo scorso 5 giugno ho assistito al dibattimento a Roma al Palazzo della Consulta e ricordo i tre distinti avvocati incaricati dalla Regione che cercavano di difendere un testo indifendibile arrampicandosi sugli specchi”.

“Personalmente non ho niente contro la bandiera con il Leone di San Marco: è un simbolo e va rispettato. Ma i primi a non farlo sono leghisti e indipendentisti, che la utilizzano in maniera strumentale per fare propaganda, spendendo poi soldi pubblici per gli inevitabili contenziosi e ricorsi. Ormai questa ossessione identitaria sta sfociando nel ridicolo, basti guardare alla nuova proposta di legge per regalare una bandiera veneta a ogni nuovo nato: una manna per le famiglie – ironizza il consigliere democratico – quando poi mancano soldi per le paritarie e i bisogni della prima infanzia”.

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