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Nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale. Riduzione da 7 a 5 di ospedali hub. Andrea Fiocco: “Significa che certamente sarà Belluno a perdere il suo ruolo di hub, e probabilmente Rovigo

Andrea Fiocco – Segretario Fp Cgil Belluno

Nella splendida cornice della Villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino (VI), il Direttore Generale della Sanità veneta, Dr. Domenico Mantoan, insieme ai suoi collaboratori, ha presentato a tutti i portatori di interesse della sanità, comprese le organizzazioni sindacali, quello che sarà il nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale.
“Come organizzazione radicata sul territorio bellunese – riferisce Andrea Fiocco segretario Funzione pubblica Cgil di Belluno – abbiamo partecipato con notevole attenzione a quella che è sembrata comunque una bozza, per quanto corposa, di quello che diventerà poi la legge regionale che regola l’assetto del Servizio Sanitario Regionale. Il tutto, ovviamente, con particolare interesse per i risvolti sulla provincia e quindi sulla Ulss 1 Dolomiti.
Aspetti di carattere più generale riguardano sicuramente una significativa rimodulazione delle cure primarie, e quindi delle convenzioni con i medici di medicina generale. Nessun cenno è stato fatto però alle medicine di gruppo integrate, dopo la bocciatura della Corte dei Conti, cui ha fatto da contraltare poche settimane fa la scelta annunciata dalla Ulss 1 di attivare 7 medicine di gruppo nel prossimo trennio.
Colpisce una ampia apertura al privato convenzionato, più volte richiamata, per andare a risolvere tutte quelle situazioni dove la carenza di organico impedisce di assolvere in pieno alla funzione prevista.
Grande attenzione alla territorialità, per decongestionare gli ospedali. E quindi strutture intermedie, che però, almeno in provincia di Belluno, in questi anni non sono arrivate. Ovvero, si è tolto agli ospedali e non si è dato al territorio. Speriamo in un cambio di tendenza.

La cosa però che più è balzata agli occhi dei bellunesi presenti – sottolinea Fiocco –  sicuramente è la riduzione da 7 a 5 di ospedali hub. Il che significa che certamente sarà Belluno a  perdere il suo ruolo di hub (e probabilmente Rovigo l’altro). Il tutto fa riferimento naturalmente al D.M. n. 70 del 2/04/2015, dove si stabiliscono i bacini di utenza in un modello di rete integrata (hub and spoke), scegliendo nel milione di abitanti il livello per avere un ospedale hub: il conto è presto fatto… Il Veneto ha 5 milioni di abitanti, quindi 5 hub. Belluno con circa 200mila abitanti sarà in rete con un altro ospedale hub (Treviso ???). Cosa significherà questo in termini organizzativi è ancora tutto da
vedere, ma certo non si può non cogliere che quello che era ipotizzabile, si sta realizzando. Belluno non ha i numeri, quindi ha una sanità organizzata in maniera diversa dagli altri, non fosse altro che per avere quei numeri deve unirsi a qualcun altro.
Altra questione di particolare rilevanza è il ruolo conferito ad Azienda Zero – conclude il segretario Fp Cgil Belluno -, che risponde direttamente alla giunta regionale e al direttore della sanità, e controlla tutte le dinamiche organizzative; non solo, quindi, gli aspetti amministrativi legati ad appalti e gestione del personale, ma anche scelte gestionali in ambito sanitario.

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