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Compensi da fame ai collaboratori dei giornali. Sindacato e Ordine sul piede di guerra. La solidarietà del sindaco di Belluno Massaro

Il problema c’è da sempre e riguarda quasi tutti i quotidiani, compresi quelli che stanno in piedi con la stampella dello Stato grazie ai contributi all’editoria. Ora però la faccenda si è ulteriormente aggravata. L’editore del Gazzettino, infatti, ha annunciato il taglio dei compensi nei confronti dei collaboratori, ossia ai giornalisti non assunti dalla testata che inviano i loro articoli, pagati “a cottimo” o per esser più chiari “sfruttati a cottimo”.

Il Sindacato dei giornalisti del Veneto nel suo sito così riferisce l’evolversi della questione. “Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto – comunica il Sindacato – sono stati informati dal Cdr del Gazzettino della decisione assunta unilateralmente dall’editore di tagliare i compensi dei collaboratori. Una scelta comunicata oggi (il 13 aprile 2018 ndr) dall’azienda con una lettera nella quale viene spiegato che dal 1° maggio sarà alzato il rigaggio dei pezzi, lasciando inalterato il compenso, già in precedenza esiguo. La griglia di riferimento, imposta senza alcuna contrattazione, va da un minimo di 4 euro a un massimo di 19 euro lordi, senza alcun rimborso delle spese sostenute. Per 19 euro lordi sono richiesti i servizi superiori alle 68 righe. Si tratta di compensi inaccettabili – prosegue il Sindacato –  uno sfruttamento del lavoro giornalistico, di cui viene calpestata ogni dignità in una fase in cui sarebbe invece necessario investire sulla qualità professionale. Sindacato e Ordine si attiveranno in tutte le sedi, ad iniziare dalla magistratura, per tutelare gli interessi dei colleghi e per perseguire eventuali responsabilità individuali”.

Anche il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, dalla sua pagina personale di Facebook, manifesta la sua indignazione e solidarizza con i colleghi che prestano la loro opera con passione.

Scrive Massaro “Indipendentemente dal rapporto che come sindaco intrattengo con gli organi di informazione, non posso tacere quello che sta accadendo al Gazzettino, che ha deciso un unilaterale taglio dei compensi ai collaboratori, costringendoli praticamente a non potersi più pagare neanche la benzina o il telefono. Credo che questa situazione debba essere denunciata per due motivi.

Innanzitutto perché questo taglio lede la dignità di ogni lavoratore: è ora che si capisca che la famosa “competitività” non è prodotta da stipendi da fame, ma dalla elevata qualità del proprio prodotto, di cui le retribuzioni sono un mero fattore di costo.

In secondo luogo perché questo taglio lede i Cittadini: che, in un momento pieno di chiacchiere e di boiate, hanno sempre più bisogno del fatto che l’informazione sia seria e professionale, e non certo un passatempo o un dopo lavoro. Con questi compensi si rischia infatti un’informazione frettolosa e superficiale.

Spero che il Gazzettino torni sui propri passi; nel frattempo, esprimo la mia totale solidarietà ai suoi professionisti”.

Bellunopress, testata indipendente che non gode di alcun finanziamento pubblico, oltre alla solidarietà con i colleghi, auspica un intervento diretto del legislatore, che intervenga con immediati tagli ai contributi per l’editoria, anche con effetto retroattivo, laddove si siano determinate situazioni di sfruttamento del lavoro.

Roberto De Nart

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